Archivio degli articoli con tag: rds

Ne parlavamo più di tre anni. Ora RTL lo fa. Quando attiveranno un servizio simile le altre radio (nazionali)? Attendiamo fiduciosi.

(francesco)

 

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I dati di ascolto delle radio sono usciti e ognuno, come era da attendersi, ha detto la sua su blog e siti vari. Noi che ne parlavamo per non parlarne e che scherzavamo su questa deriva calcistica delle previsioni degli esperti tanto per non entrarci, alla fine abbiamo scoperto di avere, nella nostra stretta e piacevole cerchia di amici, nientepopodimeno che l’ìrracolo, l’oracolo degli I(r)Radiati

Beh, credo che Deejay risalirà, e riconquisterà una buona posizione. Prevedo anche il consolidamento di RTL, ma di sicuro si rafforzerà RDS. Radio 2 si stabilizzerà riacquistando una buona posizione tra le prime 10. Credo anche che Capital rimarrà ferma insieme a Montecarlo, Virgin insieme a m2o. Non dimentichiamo le prestazioni di 105 e Radio Italia. Certo anche Kiss Kiss non se la cava male, eh? Su tutte Radio 1. Che ne dite, è o non è una buona analisi? Eh?

Allora, vediamo.
Buone le previsioni su Deejay, RTL 102.5, RDS e Kiss Kiss. Considerando le esigue variazioni, possiamo dare per centrate anche le analisi su Capital, Montecarlo, Virgin e m2o. Furbe ma credibili quelle su 105, Radio Italia e Radio Uno. Scricchiola solo quella su Radio Due, ma fino ad un certo punto, visto che di fatto il secondo canale Rai perde ascolti rispetto alla precedente rilevazione ma mantiene un certo vantaggio sulle dirette inseguitrici, che restano entrambe sotto i 4 milioni. 

Monos, quando vuoi, andiamo a giocare la schedina insieme. 

(Maurizio)

Ieri, dopo la pubblicazione dell’ultima tornata di dati Audiradio, ho visitato qualche blog specializzato, tanto per tastare il polso della situazione. Effettivamente, si è proprio trattato di tastare il polso della situazione, perchè, come dice un vecchio adagio, se l’invidia fosse febbre, tutto il mondo l’avrebbe

Io credo che dietro l’accanimento dei detrattori di Linus, accentuato in queste ore dal risultato poco felice di Radio Deejay, ci sia qualcosa che, a naso, dovrebbe diventare oggetto di trattati di psicologia da premio scientifico

 Più che allarmarmi per i veri o presunti retroscena legati al carattere del direttore di una radio, per i suoi licenziamenti, per le sue assunzioni e per l’ambiente di lavoro che lo circonda, io mi preoccuperei se avessi un collega, un amico o un vicino, che consuma abbonamenti internet per scrivere in forma anonima che ci gode perchè a qualcun altro va male. 

Che poi, mi chiedo, chissà che angoli di paradiso saranno i posti di lavoro di queste persone, e soprattutto chissà che profluvio di rose e fiori dovranno essere, gli ambienti delle altre radio. 

 Io resto fedele ad un piccolo precetto che, ad oggi, considero la base della buona convivenza radiofonica: l’ascoltatore fa l’ascoltatore, il radiofonico fa il radiofonico. Il radiofonico non spiffera che qui non è come ve lo immaginate voi, e giù di mezzi pettegolezzi su contratti, arrivi e partenze, cattiverie, trenini e sconcerie – che poi, queste cose, il radiofonico le dice per far capire che è radiofonico, un’usanza che considero abbastanza provinciale – e l’ascoltatore giudica ciò che sente, libero di appassionarsi, di crederci o di non crederci, di valutare musica, informazione, conduzione degli speaker, tecniche di messa in onda, ecc e di cambiare canale, quando è il caso. 

Tra l’altro, c’è poco da stupirsi se un parterre così attento, invece di limitarsi a gongolare perchè è distrutto! Leggete il suo blog! non si sia neanche accorto che Linus, sul suo blog, in quel post in cui dovrebbe essere distrutto, infrange il mio piccolo precetto di base per spiegare i motivi che, tecnicamente, hanno portato Deejay agli affanni degli ultimi tempi, offrendo una lezione di radio che certi esperti di comunicazione venderebbero in corsi specializzati, e che altri suoi colleghi non riuscirebbero ad esporre senza mettere dentro almeno quindici punti esclamativi, dodici puntini di sospensione e venti eheheheh!.

Ma che pretese, che ho. 

(Morris)

audiradio.it, linus.blog.deejay.it

Gran bella invenzione, l’RDS. Ma davvero bella. Accendi la radio, e sai subito che emittente stai ascoltando, senza aspettare jingles di sorta. Pare scontato, non lo è mica. Soprattutto quando, fuori dalle autoradio, l’RDS diventa merce abbastanza rara, in una fascia medio-bassa di prezzo tra hi-fi, lettori mp3 e cellulari. Poi, vabbè, sto ascoltando una radio, e magari so che radio è. Ma perchè non mandarmi, su quella riga, anche il titolo della canzone che sto ascoltando? L’unica che lo fa, almeno a Milano (ne conoscete altre in Italia?), è la benemerita Radio 105 Classics. Playlist totalmente rivolta al passato, quindi ottima per colmare lacune sulla propria formazione storico-musicale. Oddio, magari un po’ troppo focalizzata sulla gran vecchia disco, ma mi sta bene così. Almeno non devo stare a scrivere l’SMS ogni volta per dire: “Ciao raga! Ma come kakkio si chiama la canzone che ho ascoltato prima?”. Poi ci son quelli che, nonostante l’annuncio del dj di turno che entra sul finale di canzone, non comprendon bene l’inglese parlato, e allora ciao. Non vogliamo tener conto anche di loro?

Qualcuno potrà dire: “Vabbè, ma se una radio è fatta di programmi, e non solo di musica?”. A questo punto vado a spulciarmi YouTube, e mi trovo questo video qui sotto.

Virgin Radio UK, la mamma di tutte le Virgin Radios, mette anche il nome del programma che stai ascoltando. Mi sembra un’ottima cosa. Ma perchè non lo fa ancora nessuna, tra le emittenti nazionali italiane? Aggiungo, a margine, l’uso “pubblicitario” che dell’RDS ne fa Lifegate Radio. La formula è sempre la stessa. “Lifegate Radio con…” e a seguire il nome dello sponsor di turno. Anche loro, mi sembra, son gli unici a farlo.

Non mi si venga a dire che è una tecnologia “nuova”: son più di quindici anni che è in circolazione, e da poco è finalmente uscita dal recinto soffocante delle autoradio. Sfruttiamola per bene, vivaddio. Magari anche per notizie-flash (sullo stile sintetico della barra rossa di SkyTg24) o robe tipo “gli sms degli ascoltatori”. Son idee buttate lì, quindi prendete con la giusta distanza e diffidenza. Ma, in attesa di questo ectoplasmatico DAB, ingegnatevi, cari direttori di radio, a far qualcosa di interessante e magari divertente con ‘sto Radio Data System. Infilandosi nei cellulari e nei lettori mp3, sta riuscendo a vivere una seconda giovinezza. Basta che non lo facciate entrare subito in prepensionamento.

(francesco)