Archivi per la categoria: internet e la radio

I bei tempi dei sonori Vaffanculo e Bella stronza cantati da Masini sono definitivamente andati. Secondo quanto riportato in questo articolo del sito internet de La Stampa, pare che i responsabili di alcune emittenti radiofoniche non gradiscano Cazzo che bello l’amore di Luca Carboni, per via di quell’espressione un po’ troppo colorita e forte nel titolo che, evidentemente, non è amore. E neanche bello. In aiuto dell’artista bolognese si è mobilitato il web grazie alla tempesta nell’etere scatenata da Jovanotti su Twitter. I lettori di Lorenzo si sono lanciati in diverse rivisitazioni del titolo del brano in questione. Poi, a parte tutto, quanto sia più o meno gradevole la canzone di Carboni, come spesso succede in queste faccende di batti e ribatti mediatici, non è cosa di primaria importanza.

D’altra parte, è pur sempre vero che di cose fatte a cavolo in certe radio italiane ce ne sono tante, anche senza bisogno di pronunciare la parolina magica.

lastampa.it

(Maurizio)

La sfortuna dei cantanti che non vengono trasmessi alla radio non è subire i diktat dei programmatori musicali, bensì quella di avere un pubblico che, purtroppo, ha ancora bisogno della radio per conoscere le canzoni dei cantanti preferiti.

Se si fosse trattato di altre generazioni, probabilmente, sarebbe bastato un giro in rete per trasformare una novità in un successo. Purtroppo non è così.

Scritto questo, c’è da scrivere che alle radio non lo impone il medico di trasmettere, per forza, le canzoni di tutti gli artisti.

La sfortuna nostra e dei cantanti di cui sopra è, invece, avere ancora a che fare, da ascoltatori, da utilizzatori, da addetti ai lavori, ecc, con certi programmatori musicali che, più che sembrare programmatori musicali veri, assomigliano a quei tizi che comprano i giornali di partito per sentirsi dire quello che sanno già e che vogliono continuare a sentirsi dire. Primo.

Secondo. Io ve lo dico. A voi, voi programmatori musicali che non passate una canzone perché non è radiofonica. Verrà il giorno in cui dovrete vendere la vostra macchina usata. Entrerete in un concessionario, convinti di poter spuntare un prezzo paiura perché in fondo è come nuova. Sarà lì che, se esiste veramente una legge del contrappasso, o un cerchio che si chiude, o un proverbio secondo il quale chi sta in piedi prima o poi cadrà, il concessionario vi risponderà che non se ne fa niente semplicemente perché la vostra macchina non è abbastanza automobilistica.

(Maurizio)

Risultati a parte, ho eletto ufficialmente con tutta l’ufficialità ufficiosa che solo I(r)Radiati può garantire, lo speciale di RMC, Il Rush finale,  miglior programma radiofonico sulle elezioni americane 2008. 

Conduzione frizzante delle statunitensi Kay Rush e Jessica Polsky, collegamenti di spessore curati dagli inviati delle testate RCS, tanti ospiti di qualità, un occhio alla tv e uno alla rete, interazione con il pubblico tramite liveblogging e tanta musica di qualità di artisti d’oltreoceano mi hanno accompagnato per una discreta parte della notte e accompagneranno – o hanno accompagnato, a seconda di quando passerete da queste parti – i testimoni del lungo evento elettorale a stelle e strisce. 

C’è stata anche una simpatica parzialità, ma in fondo il programma mi è piaciuto anche per questo. A prescindere dalle preferenze per Obama e McCain, finalmente c’è qualcuno che si è diviso i ruoli: chi conduce con un taglio più sbarazzino può permettersi di esprimere una preferenza, un desiderio, mentre il compito dei numeri e della cronaca è lasciato a chi deve occuparsi di numeri e di cronaca. 

E’ – o è stata, a seconda di quando passerete ecc ecc – una valida alternativa alle solite maratone fiume con il giornalista che sciorina dati infiniti e poco leggibili alla radio.

(Maurizio)

Su Facebook c’è anche la pagina della Radio dei Navigli , web radio che a sua volta,  prende il nome da quella Radio dei Navigli che, anni fa, era una delle mete locali scelte nell’FM dai radioascoltatori del sud ovest milanese.

Ne avevo già parlato nel mio blog, di RdN, e lo faccio ancora, ben volentieri.

Una web radio con tanti programmi, realizzata da ragazzi del quartiere Barona, nel sud ovest di Milano. Dal locale al globale, dalla modulazione di frequenza al social network, gli approfondimenti sui temi trattati dallo staff di RdN escono dall’ambito della zona 6 per diventare di rilievo nazionale, dando finalmente un senso al significato di webradio locale così come dovrebbe essere: parlare di noi per parlare di tutti.

La radio è – o dovrebbe essere – sinonimo di creatività. Poi la realtà è sempre diversa, e questo lo sappiamo, ma non per le radio in internet, che spesso riescono a tirare fuori dal cilindro l’idea che difficilmente ti aspetteresti dal direttore di una radio tradizionale, come Creative Music, in onda da mezzanotte alle otto, una selezione di musica con licenza Creative Commons. 
Tanta musica e, soprattutto, tanta voglia di promuovere i gruppi e gli artisti emergenti con programmi come Promo Space, spazio dedicato alle band emergenti e alla già citata musica Creative Commons.

Una web radio che interpreta il ruolo di web radio come dovrebbe interpretarlo qualsiasi web radio e, soprattutto, qualsiasi radio locale: spazio a idee nuove, musica nuova, voci nuove e contenuti utili.

In bocca al lupo, come sempre. 

(Maurizio)

L’I(r)Radiati Fan Club. Solo su Facebook.

Segnale orario obbligatorio per le radio. Se il primo risultato di questa ricerca è I(r)Radiati, insomma, si spiega già tutto. Non credo che il segnale orario sia obbligatorio. Dovrebbe essere obbligatorio trasmettere qualcosa prima e dopo il segnale orario.

Deejay perde il primato. Che è sempre meglio che perdere il primate [è una gag cinematografica, fa molto Aereo più pazzo del mondo]. 

Tempistica di un programma radiofonico. E’ semplice: prendi un mare di pubblicità, un oceano di musica, un giornale radio e almeno un appuntamento con le news sul traffico, e il gioco è fatto. Con i 2 minuti che ti restano per ogni ora di programma, puoi scialartela a leggere gli sms e a salutare i camionisti in ascolto.

Jingles stai ascoltando. In questo caso, addirittura i primi due risultati della ricerca conducono a questo blog. A maggior ragione, ci stiamo chiedendo cosa pensavate di fare. I jingles si pagano. 

(Morris)

Facciam capolino giusto per segnalare un’intervista all’ineffabile Pavolini, realizzata da Intruders.tv. Spunti interessanti, come al solito meritevole di attento ascolto.

Comunicazione di servizio: Morris, a ‘sto giro tocca a te, eh! 🙂

(francesco)