Spero sia chiaro per tutti: il batti e ribatti mediatico tra Gianni Morandi e il direttore artistico del Festival di Sanremo Gianmarco Mazzi riguarda le canzoni simbolo della storia del Belpaese da proporre in una serata della manifestazione canora dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia, iniziativa che, sia chiaro, condivido e trovo molto interessante.

Vi chiederete: ma è il caso di ricordarlo? Secondo me sì, perché a volte le notizie, dopo essere state filtrate dalla sintesi della televisione all’ora di cena, rimbalzano sulla bottiglia, scivolano nel piatto, zigzagano tra i bicchieri e magari capita che all’orecchio ti arrivi una voce su una discussione fra chi vuol cantare Bella Ciao e chi gli risponde e allora anche Giovinezza, e a te, con il boccone a mezz’aria sulla forchetta, vengono in mente le dispute su cosa intonare, in pullman, durante la gita delle elementari alla Mini Italia.

Detto questo, ci si permette sommessamente di affermare che, insomma, mancano, quanto? 4 mesi? Qui vi vogliamo bene, però facciamo che ne parliamo a gennaio e che, soprattutto, ci farete una bella sorpresa regalando al pubblico una serata con tutte, ma proprio tutte tutte tutte le canzoni dei 150 dell’Unità, tutte quelle che volete? E soprattutto facciamo che se proprio non doveste tenerci aggiornati proprio tutti, tutti, tutti i giorni sulla scaletta dei brani, noi non ci offenderemmo?

(Maurizio)

agi.it

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