Di solito non mi lamento mai di certe disparità di trattamento dei TG italiani nei confronti dei fatti del giorno, nel senso che, seguendo il principio della verità che, solitamente, sta nel mezzo, prendo le notizie date dai diversi appuntamenti informativi e faccio una media, scolando il di più aggiunto o il di meno tolto da chi, quella notizia, l’ha data.

Ma qui siamo all’impossibile. Non non mi interessano le questioni sui giornalisti schierati, tanto li riconosco da solo; poi, voglio dire, praticare la già citata regola della media fra le notizie, vuol dire, in fondo, riuscire a tollerare ogni particolare punto di vista.

Ma ce ne sarebbe voluta, di fantasia, per combinare qualcosa di uniforme da due TG nazionali delle 20.00, quando uno metteva in primo piano la politica, i dubbi e gli interrogativi sul futuro del Paese, mentre l’altro, in scaletta, prevedeva, per i primi 15 – 20 minuti (diconsi quindici – venti minuti):

1 – Le ultime sul delitto di Avetrana.

2 – L’infermiera in coma.

3 – Il tassista picchiato.

4 – In arrivo tre giorni di freddo intenso.

Questi non sono punti di vista diversi, questi sono due mondi diversi con l’aggravante, nel secondo caso – e ci metto un poco di malizia – di puntare sulla paura, che funziona sempre.

(Maurizio)

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