Ieri sera ho visto una puntata del programma Almost True, condotto da Carlo Lucarelli, in onda su Deejay TV.

Partiamo con lo scrivere – e chiuderemo scrivendo – che Lucarelli è bravo. E’ bravo a raccontare storie e a mettere il pepe su eventi veri o verosimili che, in altri contesti, raccontati da altri e con molti più mezzi, probabilmente si infrangerebbero sulla barriera del più semplice dei ma dai, figurati!

Lui invece riesce a creare aspettative su una vicenda, quella dei cantanti rock morti in circostanze misteriose, tutti a 27 anni, tutti con una J nel nome (Jimi Hendrix, Janis Joplin, ecc) che in fondo dopo tanti anni dovrebbe ormai essersi esaurita, o meglio, dovrebbe essersi trasformata in mito eterno, oscurando per sempre potenziali dubbi e ipotetiche ombre.

Tra interviste estratte da DVD e filmati di repertorio, Lucarelli ti lucida questa storia dei presunti omicidi – suicidi dei cantanti scomodi in quanto molto influenti nel mondo dei giovani, e tu sei lì che già sai che la notte non dormirai, proprio come ti succedeva da piccolo quando, d’estate, passavi il tempo a disquisire di leggende metropolitane con gli amici.

Poi arriva il momento clou, il momento in cui si tocca il tasto Jim Morrison; secondo il suddetto tasto, Morrison, capita l’antifona, scambiò con la CIA la propria uscita di scena dal mondo del rock con una finta morte e una nuova identità con la quale, però, avrebbe potuto continuare a cantare.

Oh, bello, tutto bello e, a tratti, credibile nella giusta misura. In che senso nella giusta misura? Nel senso che, come si dice alla fine della puntata, i servizi segreti potrebbero essere stati abili a lasciar diffondere certi input, però sarebbe anche bello poter credere alla storia di un cantante che, per sopravvivere, diventa un altro cantante e dedica la prima canzone realizzata sotto nuova identità all’amore di sempre.

Voi cosa direste? Ovvio che preferiremmo credere ad una storia così.

Bello, tutto bello e misterioso.

Sì, insomma. Uno dice: cambio vita. Parto da Jim Morrison.

E divento?

Barry Manilow.

La canzone in questione, per capirsi, è Mandy.

Uhm.

E fargli gestire un baretto sulla spiaggia di Rio, sarebbe stata una così pessima idea?

(Maurizio)

Annunci