Ieri, in macchina, per buoni tratti della giornata ho ascoltato alcuni dei protagonisti di Un weekend da Deejay, l’iniziativa promossa da Linus, in occasione del 28° compleanno della radio da lui diretta, per consentire a 100 persone di cimentarsi per circa 5 minuti nella professione di conduttore/intrattenitore radiofonico.

Come ha spesso ripetuto Linus sul suo blog, si doveva trattare di un gioco e non di un concorso o di un provino.

[…] “ma non è questo il giorno”…come diceva Aragorn ne Il Signore degli Anelli. Il “giorno” è sempre […]

Io credo che nei giorni scorsi, neanche tanto tra le righe, il direttore avesse dato, prima dell’inizio della maratona, un buon suggerimento che non in molti hanno poi colto: la peculiarità di un conduttore di Radio Deejay è la spontaneità, la freschezza, ovverosia la capacità di trovarsi davanti ad un microfono e, contemporaneamente, in famiglia, tra amici, in un giorno come tanti, a fare quello che più o meno si fa ogni giorno quando c’è una certa confidenza con i propri interlocutori.

Invece molti partecipanti mi hanno dato l’impressione di voler fare a tutti costi i deejay in linea con la solita radiofonia, gli intrattenitori che, con la voce impostata, si preoccupano più di scandire bene ciò che dicono piuttosto che concentrarsi sul contenuto di ciò che dicono. Altri invece sono riusciti a cogliere lo spirito della due giorni, presentandosi con la verve di chi passa a fare un saluto agli amici che è bello rivedere dopo tanto tempo. Sono contento per i secondi mentre, sentendo i primi, mi sono reso conto di quanto sia dominante l’influenza di tutte le grandi radio nazionali dall’impostazione classica che, in fondo, chiedono al conduttore di parlare poco e velocemente, a prescindere da quale sia l’argomento di discussione. Contenti loro, io me li sarei giocati in maniera diversa, ‘sti 5 minuti.

(Maurizio)

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