Il successo di Radio Deejay(*) si fonda sul concetto di originalità; scritta così sembra una formula banale, lo è un po’ meno se si pensa al panorama radiofonico degli ultimi 15 anni, un periodo in cui il conduttore è gradualmente passato dalla figura del signore che si prende due, tre, quattro minuti per raccontare qualcosa che, per essere raccontato, necessita di due, tre, quattro minuti, a quella dell’innocuo intermezzo ogni 3 brani musicali.

Potrà piacere come potrà non piacere, non entro nel merito e non mi interessa più di tanto la questione, ma in fondo è possibile giudicare Radio Deejay proprio perché, a differenza di altre realtà, c’è qualcosa da giudicare che va oltre l’annuncio e il disannuncio di un disco, un minuto di commento alla notizia abbandonata in rete da almeno una settimana e le sequenze di musica delle giostre.

Uno dei primi claim della radio, se non ricordo male, era una cosa tipo In poche parole, tanta musica e noi approfittiamo per fare, così, in poche parole, tanti auguri a Radio Deejay per i suoi primi 28 anni.

(*) Questo blog sostiene la campagna per la modernizzazione del giornalista che scrive di robe radiofoniche: è Radio Deejay e non Radio Dee Jay o Radio DJ come Radio 105 non è 105 Network e R101 non è Radio 101.

(Maurizio)

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