Gli italiani pagherebbero per le news on line. Potrei anche essere d’accordo se mi si chiarisse come si intende inquadrare il servizio offerto e come si vuole commisurarlo all’esborso, e mi spiego: se l’informazione on line da far pagare fosse quella che già possiamo leggere gratis e che, a sua volta, è un contenuto diversificato e adattato al pubblico di internet – che non necessariamente coincide, per interessi, con i lettori delle testate giornalistiche tradizionali – non vedo per quale motivo la si dovrebbe mettere a pagamento, quando già fornisce un incasso con la pubblicità on line e quando, appunto, è diversa dai corrispettivi cartacei.

Pagare, ad esempio, il pdf del quotidiano venduto in edicola è una cosa, ma pagare articoli che magari sono la sintesi di ben più lunghi approfondimenti cartacei, l’oroscopo, le notizie strane, le info sui personaggi del piccolo e grande schermo credo sia un’altra cosa.

Non giudico il tipo di informazione, ma penso siano due situazioni diverse.

ansa.it

(Maurizio)

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