E’ un teorema: mentre stai ascoltando la tua radio preferita, il sintonizzatore sfuma verso la frequenza della radio della nonna.

Non chiedetemi quale sia il procedimento scientifico, ché tanto non ve lo saprei spiegare così al momento. Il fatto è che la mia radio preferita, qualsiasi essa sia in quel momento, riesce sempre ad essere interrotta da una di quelle emittenti che hanno le stesse immense frequenze da 35 anni, trasmettono musica che va dal ballo liscio ai grandi successi del sabato sera italiano, spot con voci urlanti di speaker che annunciano, fieri, le offerte di qualche enorme centro commerciale fuori città e conduttori che dedicano i brani alla signora Maria.

Ecco, immaginate di ascoltare, invece, il vostro giornale radio preferito, o il vostro approfondimento politico, culturale, scientifico preferito. Ma basta anche ascoltare il vostro programma musicale preferito. Il teorema funziona, insomma, quando state ascoltando la vostra radio preferita, e dice che l’ascolto della vostra radio preferita, giovane, moderna, culturale, è instabile e tende a stabilizzarsi verso la radio della nonna che, chissà perché, si sente perfettamente bene dal 1975. La radio. E anche la nonna, per carità.

Io credo che se il mondo dovesse veramente finire nel 2012 – ma gli scienziati già mi hanno detto che non è così – e se qualcuno the day after dovesse riuscire ad accendere un sintonizzatore ancora funzionante in Italia, troverebbe un prolungato silenzio interrotto improvvisamente da una mazurka, annunciata, con dedica, da un conduttore chiamato affettuosamente zio [qualcosa].

(Maurizio)

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