Ogni tanto, in diverse ere geologiche della mia vita, mi è capitato di avere una passione musicale. Una di quelle robe lì per le quali compri il disco di uno, ti piace, e quando scopri che di uno è uscito un nuovo album, ti fiondi nel negozio di dischi a comprarlo.

E non li devo elencare io, gli indizi che quantificano l’età di tali accadimenti.

Insomma, tutto questo per scrivere che da anni non mi interessavo di nuovi album che devo assolutamente avere in quanto nuovi album di cantanti/gruppi che hanno prodotto altri album che avevo già comprato.

Succederà con Mario Biondi e If, suo ultimo lavoro. Mario Biondi è la voce, Stephen King è la scrittura: del secondo leggerei anche una raccolta di vecchi post it attaccati al frigorifero come il primo lo ascolterei cantare un qualsiasi elenco di fermate della metropolitana scelto a caso.

Positivo, per noi, che un artista dal respiro internazionale sia nato e produca in Italia. Voce potente, accompagnamenti musicali vellutati e un’onestà intellettuale non indifferente, a rendere trasparente la forma con grande vantaggio della sostanza, che di questi tempi è cosa preziosa, nell’universo musicale.

In bocca al lupo.

(Maurizio)

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