La sfortuna dei cantanti che non vengono trasmessi alla radio non è subire i diktat dei programmatori musicali, bensì quella di avere un pubblico che, purtroppo, ha ancora bisogno della radio per conoscere le canzoni dei cantanti preferiti.

Se si fosse trattato di altre generazioni, probabilmente, sarebbe bastato un giro in rete per trasformare una novità in un successo. Purtroppo non è così.

Scritto questo, c’è da scrivere che alle radio non lo impone il medico di trasmettere, per forza, le canzoni di tutti gli artisti.

La sfortuna nostra e dei cantanti di cui sopra è, invece, avere ancora a che fare, da ascoltatori, da utilizzatori, da addetti ai lavori, ecc, con certi programmatori musicali che, più che sembrare programmatori musicali veri, assomigliano a quei tizi che comprano i giornali di partito per sentirsi dire quello che sanno già e che vogliono continuare a sentirsi dire. Primo.

Secondo. Io ve lo dico. A voi, voi programmatori musicali che non passate una canzone perché non è radiofonica. Verrà il giorno in cui dovrete vendere la vostra macchina usata. Entrerete in un concessionario, convinti di poter spuntare un prezzo paiura perché in fondo è come nuova. Sarà lì che, se esiste veramente una legge del contrappasso, o un cerchio che si chiude, o un proverbio secondo il quale chi sta in piedi prima o poi cadrà, il concessionario vi risponderà che non se ne fa niente semplicemente perché la vostra macchina non è abbastanza automobilistica.

(Maurizio)

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