Negli ultimi mesi si è parlato molto della possibilità/opportunità di far pagare l’informazione via internet. L’idea, se non erro, è venuta a qualche editore straniero, uno di quelli che, giustamente, se non avesse pensato anche in passato di far pagare ciò che prima era gratis, non sarebbe diventato miliardario alla faccia nostra.

Ora, non vorrei togliere di colpo tutta la poesia alla meravigliosa idea delle news in rete a pagamento, ma forse l’oggetto della discussione dovrebbe essere che tipo di informazione far pagare, perché se l’esborso dovesse avvenire per leggere l’oroscopo, il gossip e il calcio – perni dell’informazione on line – potrebbero sognarselo, il mio abbonamento. Primo.

Secondo. Per quale motivo dovrei pagare per avere lo stesso quadro del mondo che, più o meno, offrono i giornali gratuiti distribuiti alla fermata della metropolitana?

Casomai gli editori dovrebbero puntare a pubblicare il giornale cartaceo su supporto elettronico a pagamento, lasciando così com’è l’informazione gratuita in rete. Ma forse è un’idea più complicata del semplice ciò che è gratis posso anche fartelo pagare.

Ah, per questo post mi dovete due minuti di simpatia.

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