Attende, impaziente, i meravigliosi e al tempo stesso teneri commenti dei siti specializzati sui dati di ascolto delle radio, tipo ‘cresce Sbrandani Network grazie alla notevole acquisizione di frequenze. Scende Sbràuser FM perché in primavera è sempre così’ più il classico dei classici ‘Radio Due ahi ahi ahi, non c’è Fiorello’ (che, tra l’altro, non rende giustizia a molti altri professionisti di Radio Due). 

Si chiede cosa faranno, queste persone, quando finiranno le frequenze da comprare.

Riflette sul fatto che nessuno, tra i vari esperti del settore, ha il coraggio di dire o di scrivere che il modello di business di diverse radio di successo è basato sull’impossibilità tecnica di poter leggere giornali e siti internet di notizie curiose mentre si è alla guida della propria automobile. 

Si chiede, ancora, cosa sarà di tutte queste radio quando un giorno l’automobilista potrà autonomamente erudirsi sul salame più lungo del mondo, sulle leggende metropolitane e sull’ennesimo cantante americano che ha una storia con una collega.

Lui, che è un sognatore, alla proverbiale creatività italiana chiederebbe volentieri uno sforzo in più. 

Scrive in terza persona, come se stesso su Facebook. 

(Maurizio)

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