Ma non era colpa loro. Diciamo che, ai tempi – facciamo fino alla fine degli anni ’90 – il sistema della promozione delle novità musicali era un circolo abbastanza chiuso in cui radio e televisione proponevano brani, a loro volta proposti dalle case discografiche che, a loro volta, facevano affidamento al pubblico di radio e televisione. 

Poi è arrivata l’internèt, e quelli come me hanno scoperto il Tubbbo, iTunes, il MySpace di cantanti o aspiranti tali, i lettori musicali, la musica dal computer, la compilation autocompilate e il Tetris di Facebook. Uhm, ok. Vi abbuono il Tetris di Facebook. 

Insomma, credo che il tempo della musica a scatola chiusa sia finito da un pezzo, e credo anche che le nuove tecnologie abbiano permesso ad una discreta fetta di teleradioascoltatori di andare a cercare la propria musica, di scoprire nuovi generi musicali, di apprezzare canzoni che fino a ieri non sarebbero mai passate attraverso i canali tradizionali di promozione delle novità. 

Per questo, ad esempio – tanto per citare i primi due effetti che mi vengono in mente – la radio non raggiunge più un pubblico di giovanissimi (ma facciamo anche under 25) e gli eventi come il Festival, almeno per me, assumono un significato consolidato più per lo show in sé che per la competizione canora vera e propria. 

E anche se mi si esclude ancora, pazienza. Io c’ho Saint Germain des Pres Café, Fatboy Slim e Groove Armada, mica le nuove proposte.  

(Maurizio)

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