Nuovo appuntamento politicamente scorretto con le lezioni di Linguaggio Radiofonico per Pupazzi. E Buon Natale. 

Il DJ vecchio. 

Innanzitutto è bene precisare che trattasi proprio di DJ, dimaiuscola jmaiuscola, perchè lui NON E’ il conduttore, cioè colui che, in uno spazio definito di tot ore, conduce un programma nel nuovo millennio. Lui è il DJ vecchio. Lui cavalca i dischi, li doma, ci parla sopra cercando di mantenere un equilibrio tra il dire cose velocemente senza impappinarsi e dire cose sensate, proprio come farebbe un cowboy per non farsi disarcionare dal toro meccanico. 

Il DJ vecchio dedica i dischi. Esatto. I dischi.
Dedichiamo questo BEL disco a tutti quelli che in questo momento stanno lavorando. 
E questo BEL brano è per tutti quelli che stanno viaggiando.
E questo BEL pezzo è per tutte le ragazze d’Italia
.

Il DJ vecchio, cosa ve lo dico a fare, imposta la voce. O meglio, imposta la voce e, contemporaneamente, la strascica, a creare l’effetto non sai dove finisce una parola e ne inizia un’altra. Capisci che ha finito di parlare perché scandisce il titolo del BEL brano che sta annunciando, oppure perché ride ad una sua battuta. 

Il DJ vecchio, nelle manifestazioni live, prende in giro il suo pubblico. Aspetto fisico e abbigliamento sono il suo forte. Prima o poi si prenderà una manica di schiaffi.

Il DJ vecchio è sempre abbastanza disimpegnato, nei suoi interventi; comunque, anche volendo, non si avventurerebbe oltre grandi classici tipo “la musica è importante per i giovani”, “mamma mia, se penso ai nostri politici”, “non sopporto gli ipocriti”. 

L’abbigliamento del DJ vecchio è giovane. Lo so, questa era prevedibile. Diciamo, però, che non si tratta un abbigliamento giovane fine a se stesso, ma di un abbigliamento giovane che rende riconoscibile il DJ vecchio in mezzo ai giovani. 

Il DJ vecchio ascolta la musica 70 – 80. Il DJ vecchio si dichiara esperto di musica 70 – 80. I DJ vecchi sono tutti esperti di musica 70 – 80. Il DJ vecchio tira fuori dall’archivio un brano della Sugarhill Gang e ti dice guarda qui, tu ancora non eri nato. Questo è un pezzo fortissimo, e tu non hai il coraggio di dirgli che l’unica differenza fra voi due è l’età. 

Il DJ vecchio dice di aver lavorato nelle radio nazionali. 25 anni fa.

Ma dai!? Hai lavorato a Radio Sbrandani Network? Con DJ Famoso? 

No, lui ancora non c’era. Però c’era quella signora simpatica che veniva a leggere l’oroscopo. 

Ah. Ma come sono gli studi? Hai lavorato nel palazzo di cristallo a forma di sfera che hanno comprato nel centro di Grande Città? 

Ehm, no. Ai tempi eravamo in un seminterrato. Ma bello, eh. 

Adesso lavora in una radio locale. Per scelta sua, ovviamente. 

 No, guarda, non mi piaceva più. Cercavo uno spazio mio, dove poter essere libero

Tradotto: 25 anni fa, quando le radio del DJ vecchio hanno iniziato a organizzarsi in qualcosa che avesse una forma un pelo più articolata del vengo in radio e faccio il mio programma di musica soul, lui ha cambiato aria.

(Maurizio)

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