Appuntamento cattivo e anche un po’ snob con il linguaggio radiofonico per pupazzi. D’altra parte, si avvicinano le festività natalizie.

Oggi parliamo di quelli che la radio che storia io c’ero.

Per comodità, li chiameremo qclrcsic.

I qclrcsic hanno lavorato nelle radio locali dei loro amici, giusto perchè ai tempi d’oro c’erano un sacco di radio locali e un sacco di persone che lavoravano nelle radio locali o che avevano almeno un amico che possedeva una radio locale. Insomma, essere tirati dentro non era poi così difficile.

I qclrcsic, nelle radio locali, erano direttori artistici. Cioè, anche se non erano direttori artistici, erano direttori artistici lo stesso, giusto perchè una volta, ai tempi d’oro, per sentirsi direttore artistico di una radio locale bastava essere quello vecchio che è rimasto lì. La loro presunzione era inversamente proporzionale al segnale della radio locale in cui lavoravano: più era piccola, più loro erano bravi.

I qclrcsic, quando le radio locali cessavano l’attività, restavano chiusi dentro la sede, insieme ai mobili, a qualche decina di migliaia di vinili polverosi e ai registratori a bobine. Per fortuna c’era ancora la donna della pulizie.

I qclrcsic, quando incontrano quelli bravi che continuano con la radio, tendono a sminuire gli eventi.

Ah, sei direttore generale. Ma dove, lì? No, non l’ascolto. Ma ti piace? Dai, però non sarà mica come la classifica della domenica che facevamo 18 anni fa. Che risate, ti ricordi?

Più divertente è quando gli qclrcsic, messi in un angolo, sono costretti a spiegare cosa è successo dopo la chiusura di Radio Sbrandani Ovest.

No, non ho continuato. Sai, si cresce. Potevo trasmettere dalle 14.00 alle 16.00 nella radio più ascoltata della galassia, ma ho preferito buttarmi nella grande distribuzione, settore prolissità, ufficio sintesi.

I qclrcsic commentano le foto dei dj famosi su Facebook.

Che mito, DJ Sbrandani. Un mio amico che lavorava lì, un giorno mi ha fatto salire in radio. Gli ho stretto la mano e ci siamo parlati per 5 minuti. Solo noi possiamo capire.

Per i qclrcsic, la radio è morta con loro.

No, ascolta, quando c’eravamo noi la radio era tutta un’altra cosa. Era allora, che c’era casino.

I qclrcsic erano dei duri, loro tagliavano e cucivano i nastri.

Mica come voi, che usate il computer. Noi sì che ci divertivamo.

E voi pensate a quanto doveva essere divertente andare in giro quattrocento anni fa, in inverno, senza automobile.

I qclrcsic si rivelano alla fine, quando chiedono a quello famoso se, dalle sue parti, c’è almeno una radio di quartiere dove poter andare a trasmettere la classifica uao uao, uaoooooooo.

(Maurizio)

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