Non so se si possa parlare di veri e propri consigli, perchè alla fine della fiera non faccio altro che segnalare cosa mi capita di ascoltare, ogni tanto, qui e lì, oltre ai pochi punti fermi della mia personale radioteca.

E ogni tanto, in questi giorni, mi è capitato di ascoltare Discoradio.

Per i locali, Discoradio era la radio pluriregionale (locale non era, nazionale non era) con una programmazione orientata verso la musica dance. Da qualche anno, cambiato l’editore,  ha subìto un lento processo di restyling che ne ha modificato profondamente forma e contenuto.

Non entro nel merito dei dati di ascolto e dei vari era molto meglio prima, no è molto meglio adesso, semplicemente perchè l’analisi dei freddi numeri si fa in un contesto opportuno, che non è questo. Qui dico che a me Discoradio va bene così.

Un claim furbo, una programmazione musicale patinata giocata sul modello della musica metropolitana e conduttori poco invasivi e abbastanza puliti nei loro interventi contribuiscono, nel complesso, a costruire una radio gradevole da ascoltare.

Lo staff è giovane, e questa è una buona cosa. Finalmente, tra le facce di una radio, non c’è il solito retaggio del passato. Quello che ti vendono assieme ai mobili.

La pubblicità è di qualità. Anche in questo caso, finalmente c’è una radio che non trasmette i soliti spot locali a due voci, dove una tipa disperata incontra un amico che le consiglia di andare a comprare 750 chili di carne al Paradiso del Bovino.

Sul sito, da un po’ di tempo, hanno aperto anche una sezione con i blog dei conduttori, tutti più o meno aggiornati. Ci sono anche i blog degli ascoltatori. Il sito è questo.

(Maurizio)

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