Ci siamo. E’ tornata la serie che non conosce il significato della parola paura, e neanche della parola formaggio. E neanche della parola tostapane. Ok, andiamo avanti.

Oggi parliamo della radio di flusso. La radio di flusso è un’emittente che, nell’arco della giornata, ripete nel suo palinesto alcuni elementi fissi che la rendono quindi riconoscibile a qualsiasi ora. Nel caso della radio musicale, ad esempio, il flusso può essere costituito da una selezione di brani di un certo tipo, alternati a jingle, promo e qualche pillola incentrata su tematiche specifiche.

Allora, come ben sapete, la radio non è uno scherzo, però sentite che idea mi è venuta. Come farsi una radio di flusso semplice semplice, in quattro e quattr’otto.

Ingredienti:

1 concessionaria di pubblicità. E’ il primo ingrediente che dovete procurarvi. Sì, anche se non c’è ancora la radio. Fidatevi.

1 stanza.

1 armadio a muro.

1 computer.

1 software di automazione radiofonica. Quelle cose chiamate regie digitali.

1 impianto di trasmissione con una certa dignità.

1 contratto con un’agenzia giornalistica radiotelevisiva. Mi raccomando, i giornali radio li vogliamo abbastanza neutri, una roba tipo “Nuovo appuntamento con l’informazione” + notizie + “è tutto, a più tardi”.

un paio di jingles non necessariamente complicati. Vanno benissimo i coretti degli anni ’80 sul finale di una base, sempre anni ’80, di dieci secondi.

1 quantità neanche tanto spropositata di musica di un certo tipo. Il certo tipo può essere più o meno grande, ad esempio ‘grandi successi’, ‘hit del momento’, ‘musica italiana’ e cose così. Aiutatevi con le classifiche dei settimanali.

1 logo, o claim o come diavolo si chiama. Potete crearlo in base al certo tipo che caratterizza la quantità di musica neanche tanto spropositata del punto precedente. Non sbattetevi più di tanto: se avete un amico con la bella voce, va benissimo. Tanto, per dire radio [nome della radio], la radio dei successi più immensi dell’immenso di oggi, di ieri, di domani, e ricordatemelo, che ve lo dico anche dopodomani non ci vuole una scienza occulta.

Fatto? BBBBBBene

Montate i vostri jingles con il claim scelto in precedenza, così da avere: base anni ’80 con sopra il claim del vostro amico + la chiusura con il coretto degli anni ’80. Potenzialmente è una chiavica, ma il bello è questo. E non è colpa mia.

Fatto? BBBBBene.

Ora shakerate il tutto dentro il software di automazione radiofonica caricato nel computer e, dopo qualche ora, avrete la vostra radio di flusso composta da un tappeto di musica interrotta da un paio di jingles, dalla pubblicità ogni tot e da qualche appuntamento informativo, da qualche disco della settimana, del giorno, ecc. Se volete fare gli sboroni, potete aggiungere una pillola (programmino non necessariamente autoprodotto di breve durata, in onda al minuto x di ogni ora).

Fatto? BBBBBene.

Fate vendere la pubblicità alla concessionaria di pubblicità.

Fatto? BBBBBene.

Collegate il computer all’impianto di trasmissione. 

Visto? No, no, non ringraziatemi. Ah, mettete il computer dentro l’armadio, così nel resto della stanza potrete creare un pratico ufficio da direttore artistico.

Fate il direttore artistico, quando potete. E ricordatevi i grafici sui muri. 

(Morris)
(o Maurizio. Come preferite, eh)

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