[pron. Gli streotìpi, mi raccomando]

Non so per voi, ma per me la radio (privata) di sera, fino a qualche mese fa, si riduceva ad alcune soluzioni poca spesa tanta resa buone per tenere compagnia a quelle persone che, sul finir del giorno, per svariati motivi, decidevano di non guardare la televisione: automobilisti e alieni. I primi per necessità e i secondi per scelta.

Poi ho scoperto gli Stereotipi e la mia vita è cambiata, [guarda in camera e sorride].

Loro sono Dario Desi e Alberto Davoli, due cari i miei cari soci che, ogni sera su R101, dal lune al venere, dalle 21.00 alle 24.00, accompagnano l’ascoltatore che non osa guardare la televisione

[perché sei in macchina, vero? Dimmi che non mi guardi perché sei in macchina, altrimenti ciàpa el camèl e torna su Marte, tra i muschi e i licheni]

in un viaggio alla (ri)scoperta dei fatti, delle notizie, delle persone che hanno più o meno catalizzato l’attenzione dei media e quindi dell’opinione pubblica nell’ultima giornata, o almeno negli ultimi giorni. Un viaggio comodo, il nostro, perché grazie alle tecnologie saranno le voci dei protagonisti a raccontare come butta lì fuori, nel povero pianeta che adesso gli vogliono fare pure il buco nero, attraverso spezzoni di interviste, programmi tv, file presenti in rete, ecc.

I due conduttori entrano di diritto nella galleria dei miei simpa preferiti, primo perché, sia con il pubblico che fra di loro, danno veramente l’idea degli amici che ti raccontano la notizia, proponendone magari l’aspetto più inconsueto; secondo, perché il più delle volte le notizie parlano da sole, e se devono commentarle, lo fanno senza ricamarci troppo. In fondo, cosa vuoi aggiungere dopo aver ascoltato un brano di una qualsiasi intervista a Kubica?


Poi, sarà che magari di sera uno fa più caso a certe cose, però avere la possibilità di soffermarsi ancora sugli eventi del giorno permette di tocchicchiàrne certi aspetti che in prima battuta erano sfuggiti. Ora, non voglio vendere chissà quale valore sociale, però risentire anche solo quel frammento della storia della signora malata di diabete che ha raccontato di aver subito discriminazioni a causa della sua malattia, in un contesto che, comunque resta leggero, credo sia una piccola grande vittoria della radiofonia italiana, che trova un minuto del suo clock per ricordare che di diabete non ti ammali perché qualcuno ti starnutisce in faccia.

Per bilanciare il serio con il faceto, mi ha fatto mi piacere sentire che non sono stato l’unico a pensare all’incidente di Gattuso durante gli allenamenti con la nazionale come ad un, ehm, episodio bislacco, diciamo.

Inoltre, quest’anno è stata introdotta una nuova rubrica, una specie di accadde oggi che permette di riascoltare un contributo significativo di un anno fa. Perchè le parole sono importanti, come dice Ballantini/Moretti, quindi tanto vale ricordarle, ogni tanto.

Che dire? Sarebbe cosa buona e giusta se potessero aggiungere qualche minuto in più di attualità, commentata sempre con la stessa verve, per poi farsi schiaffare dalle 18.00 alle 20.00.

E’ quasi un consiglio.

Lei cambierebbe il suo fustino con due qualsiasi?

Eh, sì!

(regista) Stop! Stop! Ma che fa? E’ impazzito? Perché ha detto sì? Non l’ha letto il copione? Lei deve dire di no!

No, il copione l’ho letto, ma mica bisogna andare all’università per capire che è un cambio vantaggioso! Io ci guadagno, è lui che ci perde.

Chi indovinerà il titolo del film avrà tutta la nostra stima.

Le immagini sono tratte dal sito r101.it

(Morris)

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