E in loop, in sottofondo, Il tempo delle mele. Il titolo del post doveva essere diverso, solo che venerdì, dopo aver scritto Se l’invidia fosse febbre, mi sono trovato con la temperatura corporea a 38°, quindi a ‘sto giro mi è sembrato il caso di evitare il titolo Le ragioni del cuore.

Niente, era solo per fare un po’ di sano outing e dirvi cosa esce dal mio stilosissimo sintonizzatore Tivoli che, anche se non fosse stiloso, per me lo sarebbe comunque. Con quello che mi è costato. Spiega veloce: io ascolto principalmente tre radio, ma non mi faccio mancare niente, quindi fatevene una ragione, il giochino dimmi che radio ascolti e ti dirò chi sei non funzionerà. Le mie tre radio prefereterrime apparentemente non hanno niente in comune, eppure c’è qualcosa che le unisce e che, alle mie orecchie, le rende diverse. Anzi c’è qualcosa che non c’è: le mezze misure.

[Tabellone!]

Virgin Radio
Radio Tre
m2o

Tre radio che non hanno vie di mezzo: o si parla o si sta zitti, o c’è musica di nicchia o c’è musica più conosciuta, o si parla di massimi sistemi o c’è massima caciara.

Virgin Radio resta la rivelazione assoluta, e questo vale anche se, in fin dei conti, i dirigenti della radio Style Rock avevano più o meno previsto gli attuali step di crescita prima ancora che la radio nascesse. Il mondo della radio è simile al mondo del calcio, e la storia della radio, come quella del calcio, è piena di strade lastricate di buone intenzioni. Vedrete! Spaccheremo tutto!, Faremo, diremo, brigheremo, ecc. Qui invece è andato tutto secondo copione. Tanto di cappello. I miei due centesimi di contributo alla discussione su Virgin riguardano proprio le scelte vincenti attuate fino ad ora. La sensazione – la mia sensazione personale – è che la radio avrebbe potuto puntare su contenuti maggiori, ma le scelte, magari, sono state smorzate dal risultato positivo dei dati di ascolto. Ciò che vince non si cambia. Poi, per carità, alla fine della fiera, in fondo, a me Virgin va bene così.

Su Radio Tre mi ero già espresso. E’ rimasta l’unica radio nazionale a trasmettere cultura. Sarà un’idea un po’ vecchiarella, ma secondo me, nell’era delle discussioni su internet, digitale, satellitare, digitale satellitare, potrebbe ottenere maggiori risultati se rilanciasse l’AM.

m2o è l’amante segreta che ti dà la botta di vita e ti ricorda i bei tempi andati di Italia Network, quando, soprattutto la sera, c’erano i programmi per quelli come me che erano fuori quota già allora. Il costante assestamento dei dati di ascolto, malgrado la copertura non sia confrontabile con le sorelle maggiori del suo gruppo editoriale, mi fa pensare a questi dj, tecnici e conduttori, come agli ultimi giapponesi che, nel 2008, continuano a difendere la musica dance alla radio, in un periodo in cui la dance alla radio non se la passa molto bene.

Ok, ho finito, ci vediamo.

ci vediamo eh… ci vediamo sulla neve… nel senzo di imbarcazione…

Chi indovina il titolo del film avrà tutta la nostra simpatia.

(Morris)

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