Gli spot sono quei messaggi pubblicitari che vengono mandati in onda dalle radio, in sequenze più o meno lunghe, in cambio di un compenso che permette la sopravvivenza della radio stessa

[Bravo. Vuoi un applauso?]

[Ti ringrazio, saresti molto gentile]. 

Allora, dicevamo: le radio trasmettono gli spot e per questo vengono pagate. A volte il compenso può essere parzialmente sostituito dal cosiddetto cambio merci. Come fare a capire se un’azienda produttrice di pupazzetti di peluche si è accordata con Radio Sbrandani Ovest per un cambio merci? Semplice: negli uffici di Radio Sbrandani Ovest gli impiegati passano ore a parlare con centinaia di simpatici amici immaginari, mentre in segreteria i clienti vengono accolti da un enorme orso bruno sistemato davanti alla reception. 

Gli spot devono durare rigorosamente 30 secondi. Non provate a chiedervi perchè. Pare che esistano diverse leggende metropolitane su misteriosi serial killer che girano di notte, per gli studi, a tagliare i secondi in eccesso dagli spot, perchè 30 secondi erano, 30 secondi sono, e 30 secondi saranno. 

Gli spot possono dire molto di una radio: ascoltateli attentamente e capirete come butta. Per una radio nazionale, trasmettere gli spot di centri commerciali della periferia di una singola città, o di piccole catene di negozi di una singola regione, non sarà come trasmettere gli spot di una grossa multinazionale. E ci siamo capiti. 

Gli spot locali, spesso, vengono realizzati seguendo una struttura comune. Due tizi si incontrano, uno ha un problema con un grado di complicazione che va dal semplice (“devo fare un regalo di compleanno”) all’aberrante (“devo comprare mezzo bue muschiato per cena e non so proprio dove sbattere la testa”), e l’altro tizio, figurati, in due nanosecondi risolve il problema di una vita. 

Il top del top sono gli spot nazionali di un prodotto disponibile da un rivenditore locale: la radio locale trasmette lo spot nazionale, l’ascoltatore non fa in tempo a pensare però, questi devono essere importanti, sono una radio locale e hanno gli spot della Sbrandani Automobili, che lo spot finisce con una comunicazione registrata dallo speaker della radio locale (ciao piccola, sali su che ti faccio vedere gli studi) che ci ricorda che la nuova Sbrandani Turbo è in vendita da Sauro il Meccano Car, in via Squarraus 11, a Sbiadite di Sotto. 

La pubblicità sociale. Gli spot sociali sono quegli spot che le radio trasmettono per sensibilizzare gli ascoltatori su tematiche importanti che riguardano la comunità. 

[Oppure? Dai che lo sai]

[Si dice che gli spot sociali vengano utilizzati da qualche emittente anche per prendere tempo in situazioni di emergenza o per imbottire cluster pubblicitari troppo magri in periodi di bassa stagione. Ma chi vuoi che ci creda, a queste st… Ehi! Chi c’è lì? No, ti prego, no… La telecamera riprende, sempre più lontana, la porta di casa. Urla e ululati. Titoli di coda]

Ecco, l’alta e la bassa stagione. Quando è alta, non va bene perchè è alta (“eh, ma che palle, ma quanta pubblicità c’è?”). Quando è bassa, non va bene perchè è bassa (“eh, ma che palle, ma non c’è pubblicita?!”) quando è media, non va bene perchè è media (“eh, ma che palle, sta tornando la pubblicità”). Chi pronuncia questi elevati concetti, di solito dimentica che è grazie a quella pubblicità, tanta o poca che sia, che riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. 

(Morris)

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