Se non siete dentro quel milionesettecentoventisettemila che l’ha scelta come compagna di fm, allora forse non sapete che il 12 luglio 2008 Virgin Radio ha compiuto un anno. Buon compleanno dagli I(r)Radiati ad una radio che ha funzionato subito, senza nascondersi dietro i soliti e molto manageriali vediamo, rodiamo, puntiamo, ritocchiamo, occorre tempo per, ci manca la copertura nel sud ovest di Sbranadate sul Lambro, per ottenere risultati con il gioco a zona bisogna saper aspettare, e così via.

Due considerazioni veloci veloci, così, tanto per passare qualche minuto in compagnia.

Un anno fa, di questo periodo, si discuteva di quanto sarebbe stato rock il rock di Virgin Radio. 365 giorni dopo, la mente torna a quei giorni e, ammettiamolo, sticazzi(*). Cioè, chi se ne frega se il rock è più o meno rock. L’importante è poter ascoltare qualcosa di originale, in una effemme in cui l’ultimo che arriva dice di saper fare quella cosa che già fanno altre dieci radio meglio di quelle altre dieci radio, e non si capisce perchè. Primo.

Secondo. Noto che Virgin è sintonizzata in diversi negozi, e non è un particolare di secondaria importanza: negli anni ‘80, soprattutto per le radio musicali, il successo si misurava dalle scelte dei negozianti. Questo dimostra che, gira e rigira, nel 2008 è possibile conquistare il pubblico con i buoni metodi di una volta, e forse questo è un bene. In mezzo a tanto discutere di nuove tecnologie, esistono ancora dei punti fermi che legano la radio che sarà alla radio che è stata, con buona pace di internet, satelliti, e campagne miliardarie per acquistare frequenze autostradali in ogni dove. 

(*) Lo sapete, vero, che sticazzi non è un’espressione di meraviglia – come credono in molti, qui nel profondo nord – ma, anzi, vuol dire l’esatto contrario, cioè chìssene? Ma quante cose si imparano qui, eh?

(Morris)

[Immagine tratta da wikipedia.org]

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