Radio di sera.

La sera, spesso, ci guardiamo la tv.
Ok, basta applausi, per favore, mi emozionate. Lo so, lo so, sono state ricerche lunghe e complicate, ma qualcuno doveva pur farle.

Con la crescita di interesse per i contenuti dello schermo piatto – tubo catodico? Ancora? – è diventato sempre più difficile proporre qualcosa, di sera, alla radio, a meno che non si tratti di contenuti dedicati a chi non può vedere la televisione (tipo gli automobilisti), e allora via ai programmi di nicchia, alle sperimentazioni, al bittato jazzato di sopra, alla musica per sognare, alle voci suadenti e a tante informazioni sul traffico.

E allora, cari radiofonici, non sarebbe il caso di fare di necessità virtù e approfittare della sera per sperimentare l’intrattenimento, il talk show, le discussioni, le voci, voci e ancora voci capaci di alleggerire la conclusione della giornata e aiutare l’intestino pigro a digerire questioni diurne metabolizzate in ore e ore di lavoro, studio, faccende domestiche, interazioni con il prossimo, e così via?

Tanto, parliamoci chiaro: se GrossoCanaleTelevisivo, la sera, trasmette il filmone in prima tv o la partita frittatona di cipolle rutto libero, sarà difficile catalizzare pubblico, ma proprio per questo motivo si potrebbero sperimentare contenuti a bassi costi come si faceva nelle care radio locali di una volta: io ti faccio provare, vediamo come vai, al limite non ci perdo nulla.

Ecco, care piccole, medie, grandi radio, cercate di fare il possibile per appropriarvi di questo volenteroso claim: io ti faccio provare, vediamo come vai, al limite non ci perdo nulla.

Tutti insieme, forza. Io ti faccio provare, vediamo come vai, al limite non ci perdo nulla.

Aggiornamento:

Ovviamente, catalizzare pubblico serve a purificare l’etere [risate].

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