I recenti dati di ascolto radiofonici hanno provocato un piccolo grande terremoto nelle zone alte della classifica, dove – lo sappiamo, che due palle – è avvenuto lo storico sorpasso di RTL 102.5 ai danni di Radio Deejay, che perde il primato dopo mille mila anni di supremazia incontrastata. 

Ancora più grande è stato il terremoto provocato dai detrattori di Linus, che evidentemente non aspettavano altro che un mezzo scivolone del Temibile per ridere a crepapelle come il pubblico dei montaggi di Paperissima.

Le colpe del conduttore di Deejay chiama Italia, secondo il loggione della critica, sono sostanzialmente due:1 – Essere Linus, e tralasciamo le disquisizioni psicologiche sui campioni dal carattere deciso che attirano le simpatie del proprio pubblico ma accumulano il tifo contro del resto del mondo, perchè non siamo un blog sportivo.

2 – Aver messo mano a Radio Capital, l’oasi di quegli ascoltatori che, difficilmente, si riconoscevano in altri tipi di radio.

Veniamo subito al sodo, che la connessione costa: non vi aiuterò a tirare giù la statua dal piedistallo, perchè mi sembra uno sport un po’ troppo populista e qualunquista, buono per quei blogghini specializzati che vogliono fare audience aizzando il popolino.

Qui si è deciso di salvare Linus per tre motivi:

Primo. A me non ha fatto niente, e in fondo non ha fatto niente anche a voi. Le discussioni sulle simpatie e antipatie lasciano il tempo che trovano. E’ antipatico? E chi se ne frega, a me interessa ascoltare una radio, che sia Deejay, RTL o Radio Uazzamerica, e non sapere che chi la dirige è un illuminato professionista o un freddo uomo d’acciaio pronto a potare i rami secchi. Spesso, quando gli addetti ai lavori o presunti tali, parlano fra di loro, dimenticano una cosa: la loro visione del problema non è la visione del problema di un ascoltatore.Per capirci, facciamo un esempio informatico: avete mai visto, letto o ascoltato, una discussione fra utenti Apple e utenti di personal computer? Si scannano sull’ultima versione del computer dell’antani della sbidiguda in grado di eseguire 900 milioni di calcoli su un piede solo, ma dimenticano che la maggioranza della popolazione informatica utilizza, nel quotidiano, fogli di calcolo, la posta elettronica e programmi di videoscrittura, e che probabilmente non è minimamente interessata al nuovo design dell’iMac o dei 15 processori in serie dello Sventrax 9000.

Secondo. Ha avuto il coraggio, in un periodo in cui la radio è sempre più musicale, di lasciare molto spazio al parlato, ai contenuti, e a qualche buona idea come Dee Giallo, con il raccontatore di misteri Carlo Lucarelli. Sui contenuti si può discutere – ed è su questo che si basa il gradimento del pubblico, ovvio – ma Deejay resta una delle poche radio in cui il conduttore è protagonista del palinsesto, non la cornice fra un brano musicale e un altro.

Terzo. Qualche mese fa, spiegò i vantaggi e gli svantaggi di appartenere ad un grande gruppo editoriale, contrapponendoli ai vantaggi di chi lavora per un editore radiofonico puro. In maniera molto semplicescrisse ciò che, probabilmente, altri colleghi si sognerebbero di scrivere: nei grandi gruppi editoriali ci sono strategie basate sul lavoro di squadra, una squadra in cui, a turno, a qualcuno capita di fare il mediano, e quindi di lavorare per gli altri. In sostanza, in certi periodi la radio deve aiutare le altre testate del gruppo, in altri periodi avviene il contrario, mentre l’editore puro non deve fare altro che concentrarsi sulla sua radio. Ecco perchè certe radio possono investire milioni in frequenze, e altre no (o non quando vogliono loro). Una affermazione che vale molto più dei soliti comunicati stampa volemose bbene.

Prima di chiudere, voglio scrivervi un’altra cosa: lasciate perdere le voci di mio cuggino che mi ha detto che il direttore di Radio X uccide i conduttori che sbagliano il titolo della canzone, i tecnici di Radio Y si rubano il portafoglio a vicenda e l’editore di Radio Z paga i dipendenti in capponi. L’ambiente di lavoro perfetto non esiste, lo sapete benissimo, e soprattutto ricordatevi che il paese è piccolo, e la gente mormora, ma voi dovete ascoltare ciò che esce dai sintonizzatori, non i mormorii.

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