E così viene Natale/3
Terzo appuntamento con le canzoni di Natale proposte da I(r)Radiati. Qui il primo capitolo e qui il secondo.
Ding Dong Merrily on high! – Celtic Woman
The spirit of Christmas – Ray Charles
Angel’s Carol – varie versioni
Mistletoe and wine – Cliff Richard
Here is Christmas – Ann & Nancy Wilson
Have yourself a merry little Christmas – Pretenders
(Maurizio)
E’ ora di dire basta/E adesso sentite questa
Ve lo ripeto. L’avevo già scritto, ma ve lo ripeto: radiofonici – certi radiofonici – guardate che le notizie curiose che racconterete, oggi, sulla coppia che fa sesso nel parcheggio di un qualsiasi luogo pubblico, sul salame più lungo del mondo e sui sondaggi rosa, noi le abbiamo già lette sui siti internet almeno il giorno prima.
Quel minuto che vi danno per dire qualcosa ogni tre canzoni, tra il meteo e il traffico, tra il GR e il disco vecchio vecchio uao uao uaooo, cercate di spenderlo per raccontarci cose che non sappiamo già.
Citizen journalism
Un progetto per portare i cittadini – giornalisti sulla TV di Stato. Bella iniziativa.
La Rai apre ai ‘Citizen Journalist’
ansa.it
E così viene Natale/2
Prosegue l’iniziativa natalizia de I(r)Radiati: con E così viene Natale vi proponiamo, ogni tot, alcuni brani a tema per facilitare le vostre ricerche musicali.
Qui, il primo capitolo. Di seguito, altre sei canzoni.
Hark! The herald angels sing – Mariah Carey
Santa Claus is coming to town – The Manhattan Transfer
The Christmas Song – Nat King Cole
Christmas In Hollis – Run DMC (menzione speciale per il giro di Jingle Bells più originale. Capisci a me)
Merry Christmas all – The Salsoul Orchestra
Little Saint Nik – The Beach Boys
(Maurizio)
Pay per news
Gli italiani pagherebbero per le news on line. Potrei anche essere d’accordo se mi si chiarisse come si intende inquadrare il servizio offerto e come si vuole commisurarlo all’esborso, e mi spiego: se l’informazione on line da far pagare fosse quella che già possiamo leggere gratis e che, a sua volta, è un contenuto diversificato e adattato al pubblico di internet – che non necessariamente coincide, per interessi, con i lettori delle testate giornalistiche tradizionali – non vedo per quale motivo la si dovrebbe mettere a pagamento, quando già fornisce un incasso con la pubblicità on line e quando, appunto, è diversa dai corrispettivi cartacei.
Pagare, ad esempio, il pdf del quotidiano venduto in edicola è una cosa, ma pagare articoli che magari sono la sintesi di ben più lunghi approfondimenti cartacei, l’oroscopo, le notizie strane, le info sui personaggi del piccolo e grande schermo credo sia un’altra cosa.
Non giudico il tipo di informazione, ma penso siano due situazioni diverse.
ansa.it
(Maurizio)
Ovunque voi siate
Il 2009 è l’anno del centenario del premio Nobel per la fisica conferito a Guglielmo Marconi in condivisone con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun.
Geniale inventore, innovatore e imprenditore, Marconi è diventato uno dei simboli di quel periodo in cui ogni piccolo e grande scatto in avanti verso la modernità aveva un nome italiano. Negli ambienti specializzati spesso Marconi viene riconosciuto come l’inventore della radio. Ci piace ricordare che il lavoro di Marconi andò ben oltre l’analisi e il perfezionamento di quei principi che, dalla seconda metà degli anni settanta, permisero ai conduttori radiofonici di intrattenere il proprio pubblico. In pratica è grazie all’invenzione della telegrafia senza fili che, in seguito, si poterono sviluppare tutti i meccanismi di comunicazione che portarono poi alla televisione, alle comunicazioni cellulari e satellitari, oltre a alla parte di messaggi di internet che viaggiano via etere, con grande giovamento non solo per la conoscenza, ma anche per tutti i risvolti pratici legati, ad esempio, all’assistenza e al soccorso.
Marconi è nei programmi che guardiamo e che ascoltiamo, nelle telefonate che facciamo, negli sms che inviamo e nelle mail che leggiamo. A Stoccolma quel 11 dicembre 1909 premiarono una persona che vide ben oltre l’oggi, inteso come oggi di 100 anni fa.
Fin dal 1895, all’inizio cioè dei miei primi esperimenti, io ebbi la forte intuizione, direi quasi la visione chiara e sicura, che le trasmissioni radiotelegrafiche sarebbero state possibili attraverso le più grandi distanze.
Ricordare l’inventore bolognese vuol dire celebrare la comunicazione a 360 gradi, dalla radio, che è il filo conduttore di questo blog, a internet, che ne è la degna e più logica evoluzione, oltre a sintetizzare al meglio tutti i più moderni strumenti tecnologici finalizzati alla discussione e alla diffusione del sapere e della cultura dell’informazione.
Ecco, appunto, 11 dicembre 2009. Perché gli I(r)Radiati si portano avanti? Perché per celebrare il Nobel sono in programma diversi eventi che potete trovare nel sito marconicentenarionobel.it, e che inizieranno ben prima di quella data.
In particolare segnaliamo, dal 14 al 29 novembre, la mostra inerente il Premio Internazionale di pittura scultura e arte elettronica intitolato a Marconi. Qui, il sito della Fondazione Guglielmo Marconi.
Qui, in particolare, potete leggere il discorso di Marconi alla Reale Accademia di Scienze di Stoccolma, letto il giorno 11 dicembre 1909, in occasione del conferimento del Premio Nobel per la Fisica.
marconicentenarionobel.it, fgm.it
(Maurizio)
Mia televisione
MTV metterà a disposizione degli utenti web il proprio prezioso archivio.
Ricordiamo, inoltre, il portale rai.tv, utile strumento di convergenza fra televisione e web.
Segnali dell’importanza, per i grossi gruppi editoriali, di coinvolgere chi utilizza la rete con nuove modalità di fruizione dei contenuti tv.
ansa.it, mtvmusic.com, rai.tv
(Maurizio)
Water from the moon
Una canzone buon per ’sti tempi qui. Che anche se poco c’entra, pazienza. E’ che agli I(r)Radiati piace muoversi per riferimenti musicali.
Celine Dion – Water from the moon.
agi.it, youtube.com
E’ ora di dire basta/La radio della nonna
E’ un teorema: mentre stai ascoltando la tua radio preferita, il sintonizzatore sfuma verso la frequenza della radio della nonna.
Non chiedetemi quale sia il procedimento scientifico, ché tanto non ve lo saprei spiegare così al momento. Il fatto è che la mia radio preferita, qualsiasi essa sia in quel momento, riesce sempre ad essere interrotta da una di quelle emittenti che hanno le stesse immense frequenze da 35 anni, trasmettono musica che va dal ballo liscio ai grandi successi del sabato sera italiano, spot con voci urlanti di speaker che annunciano, fieri, le offerte di qualche enorme centro commerciale fuori città e conduttori che dedicano i brani alla signora Maria.
Ecco, immaginate di ascoltare, invece, il vostro giornale radio preferito, o il vostro approfondimento politico, culturale, scientifico preferito. Ma basta anche ascoltare il vostro programma musicale preferito. Il teorema funziona, insomma, quando state ascoltando la vostra radio preferita, e dice che l’ascolto della vostra radio preferita, giovane, moderna, culturale, è instabile e tende a stabilizzarsi verso la radio della nonna che, chissà perché, si sente perfettamente bene dal 1975. La radio. E anche la nonna, per carità.
Io credo che se il mondo dovesse veramente finire nel 2012 – ma gli scienziati già mi hanno detto che non è così – e se qualcuno the day after dovesse riuscire ad accendere un sintonizzatore ancora funzionante in Italia, troverebbe un prolungato silenzio interrotto improvvisamente da una mazurka, annunciata, con dedica, da un conduttore chiamato affettuosamente zio [qualcosa].
(Maurizio)

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