Uhm, la so!
Ti piace la musica? Ascolti molta musica? Tutti i generi di musica? Sei uno di quelli che, alle prime note di un brano, si lancia in un funambolico, nome della canzone – nome del cantante – nazionalità – anno – numero di scarpe?
Ci azzecchi sempre?
Non ci azzecchi sempre?
Non azzecchi mai, ma fai ridere chi ti sta intorno?
E allora Music Challenge è il gioco che fa per te. Disponibile sul social network Facebook, è un gioco molto semplice, disegnato con una grafica flash intuitiva e accattivante, in cui devi indovinare il titolo di una canzone fra quelle di volta in volta proposte sullo schermo, in base all’ascolto di un frammento di brano. Il tempo scorre, le canzoni passano, e tu accumuli punti a seconda di quante risposte corrette riesci a dare, e soprattutto di quante risposte corrette in sequenza riesci a infilare.
Va bene, di giochini flash è piena internet e, soprattutto, è pieno Facebook, ma questo in particolare mi ha divertito perché il ventaglio musicale è così ampio che la filosofia del gioco passa dall’indovinare la canzone in base a poche note, al cercare di capire, in base a quelle poche note, quale fra i titoli a disposizione potrebbe abbinarsi meglio a quella canzone, e allora giù con sottili e inaspettate analisi socio – qualunquistiche sul fatto che, che so, nelle mie fantasie, un brano americano anni ’60, nel titolo, deve per forza contenere parole tipo good, holly, molly, tilli, filly, rock, clock, baby, tizzy, missy, tender, night, ecc, mentre i brani hip hop, non possono non avere nel titolo vocaboli tipo da, braz, yep, sista, gangsta, come i titoli delle canzoni hard rock devono contenere destroy, poison, sacrifice, death, apocalipse, e via così.
Vi posso assicurare che, a vederla così, si aggiunge ulteriore divertimento al divertimento.
(Maurizio)
M@rino
Dibattito Pd: Marino “Internet gratuito in tutta Italia”
ROMA – “La liberta’ d’informazione e’ a rischio. C’e’ bisogno di Internet gratuito su tutto il territorio nazionale. Dobbiamo evitare che qualcuno controlli l’informazione in Rete. Non devono essere limitati i blogger. Lo ha detto Ignazio Marino nel dibattito con Pierluigi Bersani e Dario Franceschini su YoudemTv.
La liberta’ d’informazione è a rischio? Non ho mai sentito dire così tante volte che la libertà di informazione è a rischio, come in questo periodo. E allora forse la libertà di informazione non è a rischio. Ci sarebbe da aprire un paginone centrale sulla situazione economica dell’editoria in Italia, a prescindere da quella politica.
C’e’ bisogno di Internet gratuito su tutto il territorio nazionale? Spero che sia solo il desiderio – giusto – di modernizzarsi nella comunicazione e nell’informazione, perché non è che, aumentando la penetrazione di internet, debba necessariamente aumentare la libertà di informazione. Un conto è avere tante voci che vedono una notizia da diverse angolazioni (o che vedono la notizia così com’è) e un altro conto è avere tantissime voci che attorno a quella notizia producono solo confusione e interpretazioni.
Dobbiamo evitare che qualcuno controlli l’informazione in Rete? No no, controlliamola, l’informazione in rete, e che sia attendibile, altro che storie. Umorismo senza limitismo a parte, è pur vero che la rete, su certe cose, appare già adesso abbastanza parziale: di certi personaggi politici, ad esempio, si trova tutto, TUTTO, da ciò che è vero a ciò che, pur non vero, diventa vero con 4 colpi di link. Di altri, chissà perché, si trova poco, e tutto ciò che potrebbe essere succulento, sempre chissà perché, si riduce a leggenda metropolitana, a si dice, a pare che, ecc. Un curioso accadimento, oserei dire.
Non devono essere limitati i blogger? I blogger devono essere limitati nel momento in cui la loro attività si sovrappone a quella giornalistica, e nel momento in cui pretendono di avere gli stessi diritti dei giornalisti senza volerne seguire i doveri. Così siam bravi tutti. E che qualcuno si prenda la briga di spiegare, casomai, a diversi internauti, come si fa una ricerca e come si producono i risultati finali di una ricerca.E questo, per carità, andrebbe spiegato anche a qualche giornalista.
(Maurizio)

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