Radio incontri. Di boxe
Ho letto di questo botta e risposta a distanza fra Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, e Linus, direttore artistico di Radio Deejay. In sostanza, se non ho capito male, Suraci ha commentato, in un’intervista a ‘Italia Oggi’, uno stralcio ben preciso della disamina di Linus sugli ultimi dati di ascolto pubblicata sul suo blog; Linus, a sua volta, ha replicato ad un anonimo editore – non ci sono nomi – attraverso un post, sempre sul suo blog. Fulmini e saette.
Senza fare gli ennesimi allenatori della nazionale in un Paese di allenatori della nazionale, mi limito a buttare giù qualche osservazione.
Viuuuuuuulenzaaaaaa!
Finalmente c’è qualcuno che, a ragione o a torto, non le manda a dire. Si infervora. Litiga. Difende il proprio lavoro. E’ sicuramente un passo avanti rispetto al volemose bene che di solito impregna i comunicati stampa da post rilevazione d’ascolto, in cui sono tutti più o meno contenti e vai con la radio, signore e signori. E se queste parole vi sembrano assurde, fatevi raccontare da qualche addetto o ex addetto ai lavori cos’era la guerra fra le radio locali, a Milano, fra i ’70 e gli ’80.
Linus: personaggio mediatico sì, personaggio mediatico no?
A parte il fatto che, se il mondo mediatico considera Linus una sorta di guru della radio, la colpa sarà del mondo mediatico e non di Linus, ma c’è da dire che Deejay ha sempre fatto parlare per la capacità di creare personaggi in grado di bucare l’etere, senza dimenticare poi che Linus ha fatto parte di quella vivace prima ondata di volti diventati noti al grande pubblico grazie al notevole apporto di Deejay Television. Se, infine, uno di questi personaggi diventa anche direttore artistico della radio in cui lavora, tenendola al primo posto nella classifica degli ascolti per 15 anni di seguito, credo che venga naturale considerarlo una persona attendibile quando si parla di radiofonia.
Ah, tanto per capirsi, 15 anni sono relativamente pochi se si pensa alla radio dal giorno della sua invenzione, ma sono praticamente metà della storia della radio privata in Italia.
Uno dei passaggi dell’intervista a Suraci maggiormente riportati dalla blogosfera radiofonica è il seguente
[...] Rtl 102.5 non è una radio di strilloni, è stata progettata in 20 anni di lavoro. Che venga Linus a fare il lavoro che faccio io, e poi vediamo [...]
RTL 102.5 è una radio che sta dimostrando, da diversi anni, una notevole continuità di ascolti, una costante calibrazione del prodotto e una ricerca della perfezione tecnologica culminata, di recente, con la radiovisione, un’idea che è molto più originale di quanto si possa immaginare. Ha ragione Suraci, a dire che non è facile fare il lavoro che fa e che ha fatto lui, e di strada ne è stata fatta tanta (però a me le dirette del Capriccio piacevano
).
Ma non si offenda nessuno se, per la salvaguardia della biodiversità radiofonica, considero un grande valore la possibilità di poter continuare a trovare nell’FM le frequenze di Radio Deejay.
Insomma, che ognuno resti al suo posto. Se volete continuare la discussione, ditemelo, che vado a prendere i pop corn.
(Morris)

tanto di cappello a Suraci per gli sforzi che ha fatto per RTL 102,5 ma qualcuno mi spiegherebbe la ragion d’essere di RTL che comprò i diritti radio degli europei? Chi è interessato al calcio, vede l’Italia in tv; chi non può la ascolta su Radio1. RTL non può fare concorrenza a Radio1 perchè l’informazione su Radio1 non si batte (in Italia).
Hamlet, non essendo uno di quelli che ’sport a tutti i costi’, non so dirti nulla. Se io fossi un editore privato non investirei un centesimo sui diritti di alcuno sport. A meno che non ‘chiappi il filone giusto, tipo la radio locale che trasmette lo sport che va molto da quelle parti.
Vedi basket e hockey su ghiaccio.
(Morris)