I(r)Radiati

Radio incontri. Di boxe

Pubblicato in radio da iradiati il 30 Settembre 2008

Ho letto di questo botta e risposta a distanza fra Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, e Linus, direttore artistico di Radio Deejay. In sostanza, se non ho capito male, Suraci ha commentato, in un’intervista a ‘Italia Oggi’, uno stralcio ben preciso della disamina di Linus sugli ultimi dati di ascolto pubblicata sul suo blog; Linus, a sua volta, ha replicato ad un anonimo editore – non ci sono nomi – attraverso un post, sempre sul suo blog. Fulmini e saette.

Senza fare gli ennesimi allenatori della nazionale in un Paese di allenatori della nazionale, mi limito a buttare giù qualche osservazione.

Viuuuuuuulenzaaaaaa!

Finalmente c’è qualcuno che, a ragione o a torto, non le manda a dire. Si infervora. Litiga. Difende il proprio lavoro. E’ sicuramente un passo avanti rispetto al volemose bene che di solito impregna i comunicati stampa da post rilevazione d’ascolto, in cui sono tutti più o meno contenti e vai con la radio, signore e signori. E se queste parole vi sembrano assurde, fatevi raccontare da qualche addetto o ex addetto ai lavori cos’era la guerra fra le radio locali, a Milano, fra i ’70 e gli ’80.

Linus: personaggio mediatico sì, personaggio mediatico no?

A parte il fatto che, se il mondo mediatico considera Linus una sorta di guru della radio, la colpa sarà del mondo mediatico e non di Linus, ma c’è da dire che Deejay ha sempre fatto parlare per la capacità di creare personaggi in grado di bucare l’etere, senza dimenticare poi che Linus ha fatto parte di quella vivace prima ondata di volti diventati noti al grande pubblico grazie al notevole apporto di Deejay Television. Se, infine, uno di questi personaggi diventa anche direttore artistico della radio in cui lavora, tenendola al primo posto nella classifica degli ascolti per 15 anni di seguito, credo che venga naturale considerarlo una persona attendibile quando si parla di radiofonia.
Ah, tanto per capirsi, 15 anni sono relativamente pochi se si pensa alla radio dal giorno della sua invenzione, ma sono praticamente metà della storia della radio privata in Italia.

Uno dei passaggi dell’intervista a Suraci maggiormente riportati dalla blogosfera radiofonica è il seguente

[...] Rtl 102.5 non è una radio di strilloni, è stata progettata in 20 anni di lavoro. Che venga Linus a fare il lavoro che faccio io, e poi vediamo [...]

RTL 102.5 è una radio che sta dimostrando, da diversi anni, una notevole continuità di ascolti, una costante calibrazione del prodotto e una ricerca della perfezione tecnologica culminata, di recente, con la radiovisione, un’idea che è molto più originale di quanto si possa immaginare. Ha ragione Suraci, a dire che non è facile fare il lavoro che fa e che ha fatto lui, e di strada ne è stata fatta tanta (però a me le dirette del Capriccio piacevano :) ).
Ma non si offenda nessuno se, per la salvaguardia della biodiversità radiofonica, considero un grande valore la possibilità di poter continuare a trovare nell’FM le frequenze di Radio Deejay.

Insomma, che ognuno resti al suo posto. Se volete continuare la discussione, ditemelo, che vado a prendere i pop corn. :)

(Morris)

Consigli per gli acquisti + paqpsbp

Pubblicato in qualche novità da iradiati il 29 Settembre 2008

=Piccolo Appello Quasi Privatistico Su Blog Pubblico. Io capisco che ascoltare i cd prima di comprarli sia una cosa importantissima, però, benedetti dj o aspiranti tali che bivaccate davanti all’unica postazione di ascolto dei nuovi suoni battendo il professionale piedino dalla traccia 1 alla traccia 23, mentre io, buono buono, aspetto il mio turno, i cd non potete spolparveli tutti, e sapete perchè?

Certo, chiaro, prima di tutto perchè non potete occupare l’unica postazione di ascolto dei nuovi suoni per tre quarti d’ora. Non è bello. Ma non è questo il punto. Anche perchè a voi non fregherebbe niente. So io come schiaffeggiarvi l’ego.

Se un CD va, lo capisci da 30 secondi a brano, per i primi tre brani. No, no, no, fermi: non parlatemi di ascolto attento, di complessa valutazione e di cose così, perchè il vero talent scout, se è un vero talent scout, non impiega un’ora e mezza per capire se una roba andrà o non andrà. Se impiegate un’ora e mezza, non dico di lasciar perdere, ma almeno lasciatemi la postazione.

Comunque, mentre aspettavo il mio turno ai nuovi suoni, mi sono messo ad ascoltare un altro CD da un’altra parte. Alla fine, l’ho comprato, e tanti saluti ai talent scout de noantri.

Lui è uno, anche se ha un nome da gruppo, The Streets. Il titolo dell’album è Everything is borrowed.

Pur non essendo un amante del rap, ammetto con piacere che, per la prima volta dopo tanti anni, mi sono lasciato trasportare da questa combinazione di testi sciorinati e ritornelli orecchiabili spalmati su tappeti musicali, a volte semplici, a volte più raffinati, che mi ha ricordato le colonne sonore dei film ggiovani americani.

Anzi, mi ha ricordato anche gli Shamen di Move any mountain.

I testi? Ma chi se ne importa dei testi. Ti pare che con tutto il mio tran tran quotidiano, devo pure farmi problemi per le storie raccontate da un cantante?

the-streets.co.uk, youtube.com

(Morris)

Buon fine settimana da I(r)Radiati

Pubblicato in Memories da iradiati il 27 Settembre 2008

Il blog che vorrebbe avere dei gran dati di ascolto solo per il gusto di perderli e far parlare di sé. :)

Paranoimia, Art of Noise feat. Max Headroom

(Morris)

(il blog che, d’altra parte, ha gli autori che si merita)

Il nostro nuovo eroe

Pubblicato in radio da iradiati il 23 Settembre 2008

(se il video non dovesse apparire, l’indirizzo è questo)

Il video sta facendo il suo bel giro del mondo: un conduttore della stazione greca Radio City 99.5 continua a trasmettere, imperterrito, mentre lo studio va a fuoco.

Stavo per titolare il conduttore che un qualsiasi bravo editore vorrebbe avere, poi ho pensato che, in fondo, il vero conduttore che un qualsiasi bravo editore vorrebbe avere come minimo avrebbe dovuto continuare a trasmettere mentre salvava i macchinari dalle fiamme, rischiava la vita e si intervistava da solo per fare cassetta.

Invece questo è solo il nostro eroe, l’eroe di noi popolani dell’etere. Non so se si possa parlare di passione; vero è che questo tizio ha rischiato di sentire veramente qualcosa. 

(Morris)

Anvèdi questi /4

Pubblicato in Gli spot delle radio da iradiati il 22 Settembre 2008

Estremamente minimalista, ma fortemente evocativo. Chi bazzica il TuTubbo riconoscerà la felice citazione: è il video più visto di sempre (siamo quasi a quota cento milioni!).

Fossi uno station manager italiano recluterei, e di corsa, l’eroe della Numa Numa Dance:)

(francesco)

Qualche chiave di ricerca

Pubblicato in internet e la radio da iradiati il 17 Settembre 2008

Segnale orario obbligatorio per le radio. Se il primo risultato di questa ricerca è I(r)Radiati, insomma, si spiega già tutto. Non credo che il segnale orario sia obbligatorio. Dovrebbe essere obbligatorio trasmettere qualcosa prima e dopo il segnale orario.

Deejay perde il primato. Che è sempre meglio che perdere il primate [è una gag cinematografica, fa molto Aereo più pazzo del mondo]. 

Tempistica di un programma radiofonico. E’ semplice: prendi un mare di pubblicità, un oceano di musica, un giornale radio e almeno un appuntamento con le news sul traffico, e il gioco è fatto. Con i 2 minuti che ti restano per ogni ora di programma, puoi scialartela a leggere gli sms e a salutare i camionisti in ascolto.

Jingles stai ascoltando. In questo caso, addirittura i primi due risultati della ricerca conducono a questo blog. A maggior ragione, ci stiamo chiedendo cosa pensavate di fare. I jingles si pagano. 

(Morris)

Consigli per l’ascolto/Gli stereotipi

Pubblicato in radio da iradiati il 15 Settembre 2008

[pron. Gli streotìpi, mi raccomando]

Non so per voi, ma per me la radio (privata) di sera, fino a qualche mese fa, si riduceva ad alcune soluzioni poca spesa tanta resa buone per tenere compagnia a quelle persone che, sul finir del giorno, per svariati motivi, decidevano di non guardare la televisione: automobilisti e alieni. I primi per necessità e i secondi per scelta.

Poi ho scoperto gli Stereotipi e la mia vita è cambiata, [guarda in camera e sorride].

Loro sono Dario Desi e Alberto Davoli, due cari i miei cari soci che, ogni sera su R101, dal lune al venere, dalle 21.00 alle 24.00, accompagnano l’ascoltatore che non osa guardare la televisione

[perché sei in macchina, vero? Dimmi che non mi guardi perché sei in macchina, altrimenti ciàpa el camèl e torna su Marte, tra i muschi e i licheni]

in un viaggio alla (ri)scoperta dei fatti, delle notizie, delle persone che hanno più o meno catalizzato l’attenzione dei media e quindi dell’opinione pubblica nell’ultima giornata, o almeno negli ultimi giorni. Un viaggio comodo, il nostro, perché grazie alle tecnologie saranno le voci dei protagonisti a raccontare come butta lì fuori, nel povero pianeta che adesso gli vogliono fare pure il buco nero, attraverso spezzoni di interviste, programmi tv, file presenti in rete, ecc.

I due conduttori entrano di diritto nella galleria dei miei simpa preferiti, primo perché, sia con il pubblico che fra di loro, danno veramente l’idea degli amici che ti raccontano la notizia, proponendone magari l’aspetto più inconsueto; secondo, perché il più delle volte le notizie parlano da sole, e se devono commentarle, lo fanno senza ricamarci troppo. In fondo, cosa vuoi aggiungere dopo aver ascoltato un brano di una qualsiasi intervista a Kubica?


Poi, sarà che magari di sera uno fa più caso a certe cose, però avere la possibilità di soffermarsi ancora sugli eventi del giorno permette di tocchicchiàrne certi aspetti che in prima battuta erano sfuggiti. Ora, non voglio vendere chissà quale valore sociale, però risentire anche solo quel frammento della storia della signora malata di diabete che ha raccontato di aver subito discriminazioni a causa della sua malattia, in un contesto che, comunque resta leggero, credo sia una piccola grande vittoria della radiofonia italiana, che trova un minuto del suo clock per ricordare che di diabete non ti ammali perché qualcuno ti starnutisce in faccia.

Per bilanciare il serio con il faceto, mi ha fatto mi piacere sentire che non sono stato l’unico a pensare all’incidente di Gattuso durante gli allenamenti con la nazionale come ad un, ehm, episodio bislacco, diciamo.

Inoltre, quest’anno è stata introdotta una nuova rubrica, una specie di accadde oggi che permette di riascoltare un contributo significativo di un anno fa. Perchè le parole sono importanti, come dice Ballantini/Moretti, quindi tanto vale ricordarle, ogni tanto.

Che dire? Sarebbe cosa buona e giusta se potessero aggiungere qualche minuto in più di attualità, commentata sempre con la stessa verve, per poi farsi schiaffare dalle 18.00 alle 20.00.

E’ quasi un consiglio.

Lei cambierebbe il suo fustino con due qualsiasi?

Eh, sì!

(regista) Stop! Stop! Ma che fa? E’ impazzito? Perché ha detto sì? Non l’ha letto il copione? Lei deve dire di no!

No, il copione l’ho letto, ma mica bisogna andare all’università per capire che è un cambio vantaggioso! Io ci guadagno, è lui che ci perde.

Chi indovinerà il titolo del film avrà tutta la nostra stima.

Le immagini sono tratte dal sito r101.it

(Morris)

Dottore chiami un dottore!

Pubblicato in new media e dintorni da iradiati il 14 Settembre 2008

La giornata è uggiosa. Tiriamoci su il morale con una bella serie di trailer di improbabili film realizzati da Maccio Capatonda. Lo so, non è che adesso arriviamo noi a dirvi chi sia o cosa abbia fatto Marcello Macchia, qui si voleva giusto sottolineare il suo successo mediatico, dal momento che, prendendo come riferimento il social network del momento, la pagina a lui dedicata su Facebook ha oltre 12.000 fan, per non parlare degli angoli di culto pubblicati per le star Rupert Sciamenna e [per la prima volta sullo schermo cinematografò] il piccolo Riccardino Fuffolo, o di film come La febbra, che se esistessero veramente andrei subito al cinema a vederli. 

Per me, su tutti, La Febbra, Botta e risposta e L’uomo che usciva la gente.

(Morris)

La classifica dei sentimenti

Pubblicato in radio da iradiati il 7 Settembre 2008

E in loop, in sottofondo, Il tempo delle mele. Il titolo del post doveva essere diverso, solo che venerdì, dopo aver scritto Se l’invidia fosse febbre, mi sono trovato con la temperatura corporea a 38°, quindi a ’sto giro mi è sembrato il caso di evitare il titolo Le ragioni del cuore.

Niente, era solo per fare un po’ di sano outing e dirvi cosa esce dal mio stilosissimo sintonizzatore Tivoli che, anche se non fosse stiloso, per me lo sarebbe comunque. Con quello che mi è costato. Spiega veloce: io ascolto principalmente tre radio, ma non mi faccio mancare niente, quindi fatevene una ragione, il giochino dimmi che radio ascolti e ti dirò chi sei non funzionerà. Le mie tre radio prefereterrime apparentemente non hanno niente in comune, eppure c’è qualcosa che le unisce e che, alle mie orecchie, le rende diverse. Anzi c’è qualcosa che non c’è: le mezze misure.

[Tabellone!]

Virgin Radio
Radio Tre
m2o

Tre radio che non hanno vie di mezzo: o si parla o si sta zitti, o c’è musica di nicchia o c’è musica più conosciuta, o si parla di massimi sistemi o c’è massima caciara.

Virgin Radio resta la rivelazione assoluta, e questo vale anche se, in fin dei conti, i dirigenti della radio Style Rock avevano più o meno previsto gli attuali step di crescita prima ancora che la radio nascesse. Il mondo della radio è simile al mondo del calcio, e la storia della radio, come quella del calcio, è piena di strade lastricate di buone intenzioni. Vedrete! Spaccheremo tutto!, Faremo, diremo, brigheremo, ecc. Qui invece è andato tutto secondo copione. Tanto di cappello. I miei due centesimi di contributo alla discussione su Virgin riguardano proprio le scelte vincenti attuate fino ad ora. La sensazione – la mia sensazione personale – è che la radio avrebbe potuto puntare su contenuti maggiori, ma le scelte, magari, sono state smorzate dal risultato positivo dei dati di ascolto. Ciò che vince non si cambia. Poi, per carità, alla fine della fiera, in fondo, a me Virgin va bene così.

Su Radio Tre mi ero già espresso. E’ rimasta l’unica radio nazionale a trasmettere cultura. Sarà un’idea un po’ vecchiarella, ma secondo me, nell’era delle discussioni su internet, digitale, satellitare, digitale satellitare, potrebbe ottenere maggiori risultati se rilanciasse l’AM.

m2o è l’amante segreta che ti dà la botta di vita e ti ricorda i bei tempi andati di Italia Network, quando, soprattutto la sera, c’erano i programmi per quelli come me che erano fuori quota già allora. Il costante assestamento dei dati di ascolto, malgrado la copertura non sia confrontabile con le sorelle maggiori del suo gruppo editoriale, mi fa pensare a questi dj, tecnici e conduttori, come agli ultimi giapponesi che, nel 2008, continuano a difendere la musica dance alla radio, in un periodo in cui la dance alla radio non se la passa molto bene.

Ok, ho finito, ci vediamo.

ci vediamo eh… ci vediamo sulla neve… nel senzo di imbarcazione…

Chi indovina il titolo del film avrà tutta la nostra simpatia.

(Morris)

Se l’invidia fosse febbre

Pubblicato in radio da iradiati il 5 Settembre 2008

Ieri, dopo la pubblicazione dell’ultima tornata di dati Audiradio, ho visitato qualche blog specializzato, tanto per tastare il polso della situazione. Effettivamente, si è proprio trattato di tastare il polso della situazione, perchè, come dice un vecchio adagio, se l’invidia fosse febbre, tutto il mondo l’avrebbe

Io credo che dietro l’accanimento dei detrattori di Linus, accentuato in queste ore dal risultato poco felice di Radio Deejay, ci sia qualcosa che, a naso, dovrebbe diventare oggetto di trattati di psicologia da premio scientifico

 Più che allarmarmi per i veri o presunti retroscena legati al carattere del direttore di una radio, per i suoi licenziamenti, per le sue assunzioni e per l’ambiente di lavoro che lo circonda, io mi preoccuperei se avessi un collega, un amico o un vicino, che consuma abbonamenti internet per scrivere in forma anonima che ci gode perchè a qualcun altro va male. 

Che poi, mi chiedo, chissà che angoli di paradiso saranno i posti di lavoro di queste persone, e soprattutto chissà che profluvio di rose e fiori dovranno essere, gli ambienti delle altre radio. 

 Io resto fedele ad un piccolo precetto che, ad oggi, considero la base della buona convivenza radiofonica: l’ascoltatore fa l’ascoltatore, il radiofonico fa il radiofonico. Il radiofonico non spiffera che qui non è come ve lo immaginate voi, e giù di mezzi pettegolezzi su contratti, arrivi e partenze, cattiverie, trenini e sconcerie – che poi, queste cose, il radiofonico le dice per far capire che è radiofonico, un’usanza che considero abbastanza provinciale – e l’ascoltatore giudica ciò che sente, libero di appassionarsi, di crederci o di non crederci, di valutare musica, informazione, conduzione degli speaker, tecniche di messa in onda, ecc e di cambiare canale, quando è il caso. 

Tra l’altro, c’è poco da stupirsi se un parterre così attento, invece di limitarsi a gongolare perchè è distrutto! Leggete il suo blog! non si sia neanche accorto che Linus, sul suo blog, in quel post in cui dovrebbe essere distrutto, infrange il mio piccolo precetto di base per spiegare i motivi che, tecnicamente, hanno portato Deejay agli affanni degli ultimi tempi, offrendo una lezione di radio che certi esperti di comunicazione venderebbero in corsi specializzati, e che altri suoi colleghi non riuscirebbero ad esporre senza mettere dentro almeno quindici punti esclamativi, dodici puntini di sospensione e venti eheheheh!.

Ma che pretese, che ho. 

(Morris)

audiradio.it, linus.blog.deejay.it