I(r)Radiati

Ma se fa il metallaro e non c’ha più i capelli.

Pubblicato in Gli spot delle radio, radio da iradiati il 30 Luglio 2008

Il nuovo spot di Radio Deejay è perfettamente in linea con quelli degli ultimi anni. Semplicemente geniale. Senza entrare nel merito del solito blablabla su Linussimpaticosì, Linussimpaticono, nel mondo della radioblogosfera sarebbe il caso di iniziare a parlare del contributo fondamentale di quella cosa che si chiama creatività nella formazione dell’ascolto e dell’immagine di una radio. 

Una cosa, la creatività, che per fortuna riesce ancora a fare quel pizzico di differenza tra una radio che ha tanti ascolti perchè ha dei contenuti, più o meno seri, apprezzabili, e una radio che ha tanti ascolti perchè ha tante frequenze, trasmette tanta musica orecchiabile e ha tanti speaker che parlano un minuto ogni due canzoni.

(Morris)

Linguaggio radiofonico per pupazzi/11 – Gli spot

Pubblicato in linguaggio radiofonico per pupazzi da iradiati il 21 Luglio 2008

Gli spot sono quei messaggi pubblicitari che vengono mandati in onda dalle radio, in sequenze più o meno lunghe, in cambio di un compenso che permette la sopravvivenza della radio stessa

[Bravo. Vuoi un applauso?]

[Ti ringrazio, saresti molto gentile]. 

Allora, dicevamo: le radio trasmettono gli spot e per questo vengono pagate. A volte il compenso può essere parzialmente sostituito dal cosiddetto cambio merci. Come fare a capire se un’azienda produttrice di pupazzetti di peluche si è accordata con Radio Sbrandani Ovest per un cambio merci? Semplice: negli uffici di Radio Sbrandani Ovest gli impiegati passano ore a parlare con centinaia di simpatici amici immaginari, mentre in segreteria i clienti vengono accolti da un enorme orso bruno sistemato davanti alla reception. 

Gli spot devono durare rigorosamente 30 secondi. Non provate a chiedervi perchè. Pare che esistano diverse leggende metropolitane su misteriosi serial killer che girano di notte, per gli studi, a tagliare i secondi in eccesso dagli spot, perchè 30 secondi erano, 30 secondi sono, e 30 secondi saranno. 

Gli spot possono dire molto di una radio: ascoltateli attentamente e capirete come butta. Per una radio nazionale, trasmettere gli spot di centri commerciali della periferia di una singola città, o di piccole catene di negozi di una singola regione, non sarà come trasmettere gli spot di una grossa multinazionale. E ci siamo capiti. 

Gli spot locali, spesso, vengono realizzati seguendo una struttura comune. Due tizi si incontrano, uno ha un problema con un grado di complicazione che va dal semplice (“devo fare un regalo di compleanno”) all’aberrante (“devo comprare mezzo bue muschiato per cena e non so proprio dove sbattere la testa”), e l’altro tizio, figurati, in due nanosecondi risolve il problema di una vita. 

Il top del top sono gli spot nazionali di un prodotto disponibile da un rivenditore locale: la radio locale trasmette lo spot nazionale, l’ascoltatore non fa in tempo a pensare però, questi devono essere importanti, sono una radio locale e hanno gli spot della Sbrandani Automobili, che lo spot finisce con una comunicazione registrata dallo speaker della radio locale (ciao piccola, sali su che ti faccio vedere gli studi) che ci ricorda che la nuova Sbrandani Turbo è in vendita da Sauro il Meccano Car, in via Squarraus 11, a Sbiadite di Sotto. 

La pubblicità sociale. Gli spot sociali sono quegli spot che le radio trasmettono per sensibilizzare gli ascoltatori su tematiche importanti che riguardano la comunità. 

[Oppure? Dai che lo sai]

[Si dice che gli spot sociali vengano utilizzati da qualche emittente anche per prendere tempo in situazioni di emergenza o per imbottire cluster pubblicitari troppo magri in periodi di bassa stagione. Ma chi vuoi che ci creda, a queste st... Ehi! Chi c'è lì? No, ti prego, no... La telecamera riprende, sempre più lontana, la porta di casa. Urla e ululati. Titoli di coda]

Ecco, l’alta e la bassa stagione. Quando è alta, non va bene perchè è alta (“eh, ma che palle, ma quanta pubblicità c’è?”). Quando è bassa, non va bene perchè è bassa (“eh, ma che palle, ma non c’è pubblicita?!”) quando è media, non va bene perchè è media (“eh, ma che palle, sta tornando la pubblicità”). Chi pronuncia questi elevati concetti, di solito dimentica che è grazie a quella pubblicità, tanta o poca che sia, che riesce a mettere insieme il pranzo con la cena. 

(Morris)

E la torta a me

Pubblicato in numeri e numerini, radio da iradiati il 15 Luglio 2008

Se non siete dentro quel milionesettecentoventisettemila che l’ha scelta come compagna di fm, allora forse non sapete che il 12 luglio 2008 Virgin Radio ha compiuto un anno. Buon compleanno dagli I(r)Radiati ad una radio che ha funzionato subito, senza nascondersi dietro i soliti e molto manageriali vediamo, rodiamo, puntiamo, ritocchiamo, occorre tempo per, ci manca la copertura nel sud ovest di Sbranadate sul Lambro, per ottenere risultati con il gioco a zona bisogna saper aspettare, e così via.

Due considerazioni veloci veloci, così, tanto per passare qualche minuto in compagnia.

Un anno fa, di questo periodo, si discuteva di quanto sarebbe stato rock il rock di Virgin Radio. 365 giorni dopo, la mente torna a quei giorni e, ammettiamolo, sticazzi(*). Cioè, chi se ne frega se il rock è più o meno rock. L’importante è poter ascoltare qualcosa di originale, in una effemme in cui l’ultimo che arriva dice di saper fare quella cosa che già fanno altre dieci radio meglio di quelle altre dieci radio, e non si capisce perchè. Primo.

Secondo. Noto che Virgin è sintonizzata in diversi negozi, e non è un particolare di secondaria importanza: negli anni ‘80, soprattutto per le radio musicali, il successo si misurava dalle scelte dei negozianti. Questo dimostra che, gira e rigira, nel 2008 è possibile conquistare il pubblico con i buoni metodi di una volta, e forse questo è un bene. In mezzo a tanto discutere di nuove tecnologie, esistono ancora dei punti fermi che legano la radio che sarà alla radio che è stata, con buona pace di internet, satelliti, e campagne miliardarie per acquistare frequenze autostradali in ogni dove. 

(*) Lo sapete, vero, che sticazzi non è un’espressione di meraviglia – come credono in molti, qui nel profondo nord – ma, anzi, vuol dire l’esatto contrario, cioè chìssene? Ma quante cose si imparano qui, eh?

(Morris)

[Immagine tratta da wikipedia.org]

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Excuse me, what is Deejay FM?

Pubblicato in E' aperto il dibattito! da iradiati il 13 Luglio 2008

Comunicazione di servizio: qualcuno può spiegarmi com’è nata Deejay FM?

(francesco)