Lettere per le tue orecchie?
Tempo fa si parlava di radiovisione, ma non quella con la “musica per i tuoi occhi“. Da allora un valoroso YouTubiano, nel frattempo, ha caricato decine e diecine di commoventi reperti archeocatodici. Tra i quali ho estratto un fulgido esempio di esso: siamo nel 1985, questa è TeleMilano2, la radio che sentite è la storica Radio Peter Flowers. Un cocktail perfetto. Gustatevelo tutto d’un fiato. Buona radiovisione.
(francesco)
Ci vogliono tante frequenze o grandi frequenze?
E non è un dilemma. Insomma, la risposta mi pare semplice: ci vogliono grandi frequenze, perchè confrontare il numero di frequenze di una radio in quell’area con il numero di ascoltatori di quella radio in quell’area, per valutarne il successo, può andare bene, ma fino ad un certo punto.
Primo. Se io ho una radio con una frequenza che copre la città x, la città y e la città z, con un solo impianto raggiungo tre città, più le aree limitrofe, più – importante, nell’era dell’ascoltatore automobilista – le grandi strade di collegamento fra le tre città, e senza bisogno di ’saltare’ da una frequenza ad un’altra, cosa che succederebbe se coprissi la stessa area con più impianti. Banale? Beh, neanche tanto. Una sola frequenza, in questo caso, potrebbe essere più efficace di 5 o 6 piccole frequenze.
Secondo. Se io ho una radio con una frequenza che copre ‘bene’ una città o, ancora meglio, una buona porzione di regione con dentro una città, ambirei ad ottenere un risultato migliore di chi copre la stessa città con due o più frequenze ‘urbane’. Anche in questo caso, due frequenze potrebbe non necessariamente essere meglio che una.
Però ragazzi, non posso fare tutto io.
Vado a mangiare.
(Morris)
Linguaggio radiofonico per pupazzi/8 – La Big Town Station
Nuovo appuntamento con il corso di linguaggio radiofonico per pupazzi, un sistema sicuro per trascorrere le serate organizzate dalla vostra radio di fianco alla postazione del dj, a far la parte di quello dell’organizzazione, mentre tutti gli altri si divertono.
L’espressione di oggi ricorda i nomi dei telefilm degli anni ’70 – 80, quelli con due poliziotti, la bionda, l’informatore, e il comandante comico.
Hai visto ieri sera Big Town Station?
No, stavo ascoltando l’ultimo dei Superstation.
Ah, inchiauozzamerica.
La Big Town Station è la radio locale della grande città, cioè un’emittente caratterizzata da uno o più legami forti con la metropoli che la ospita e sulla quale irradia il proprio segnale. Uno o più legami forti è un concetto piuttosto ampio che va dalla concentrazione di news locali alla presenza, almeno ogni tanto, di qualche approfondimento sulla vita della città; questo vuol dire che per essere Big Town Station di quella città lì non bisogna necessariamente parlare di quella città lì, ma basta poter iniziare ad avere almeno una buona frequenza cittadina sul territorio in questione.
Ok, guardatemi. No, non distraetevi, che poi è un casino.
Siete al buffet del convegno “L’importanza della figura del direttore artistico nel suo ufficio”.
La solita signorina, quella dell’altra volta, sta riempiendo il piatto di olive ascolane ad un signore, completo color crema, stivali a punta, che dice di essere l’editore di una Big Town Station. Lui sta intortando lei, come l’altra volta.
“E quindi lei è un editore.”
“Certo, ho una Big Town Station.”
“E sarebbe?”
“E’ la grande realtà radiofonica di una grande metropoli. Una metropoli che vive, e noi ne raccontiamo la vita con i gr, le interviste, gli sp..”
A questo punto arrivate voi
“Sì, insomma, lei ha una radio locale”
“No, io ho una Big Town St…”
“Sì, vabbè, lei ha una radio locale, come quella che aveva mio cugino.”
“Big Town Station, si chiama Big…”
“Senta una cosa: le fate le dediche?”
“… Station. Ho pagato la frequenza 4 milioni di euro.”
“E il disco vecchio della settimana? E la novità del mese? E il disco tagadà? E il… “
Ecco, è a questo punto che di solito noi siamo con voi, mentre voi siete mentalmente già a casa, a pensare che, forse, con le belle giornate sarebbe il caso di evitare di stare al chiuso, a parlare di radio.
(Morris)
